Il “pensiero unico si configura con sempre maggiore evidenza come una nuova forma di dittatura culturale. Infatti, con una progressione che si è andata accentuando negli anni, attraverso l’uso di un linguaggio artefatto, ormai penetrato grazie all’appoggio di mass-media, istituzioni nazionali e organizzazioni internazionali, sono stati di fatto imposti nuovi modelli sociali e nuovi criteri etici.

Il linguaggio “politicamente corretto” ha modificato il significato di molti termini e ne ha coniati di nuovi, finendo per cambiare il senso della comunicazione e, quindi, dell’interazione fra gli uomini. Gli ambiti socio-culturali nei quali quest’azione di manipolazione ha impresso il cambiamento più profondo sono quelli che attengono più da vicino all’identità umana, sia nella sua dimensione individuale – con l’imposizione della teoria gender – sia nella sua dimensione relazionale – con la trasformazione dei concetti di famiglia, di nazionalità, di identità culturale.

Fraternità Cattolica e la Fondazione Il Giglio hanno dedicato al “pensiero unico dominante” ed a come combatterlo il seminario di formazione 2019. Gli interventi sono ora raccolti nel nuovo libro dell’Editoriale il GiglioIl pensiero unico dominante. Come reagire” (Editoriale Il Giglio, Napoli 2021, pp. 99, € 10,00).

Il libro raccoglie gli interventi di Miguel Ayuso (Universidad de Comillas, Madrid), Guido Vignelli (Storico delle Dottrine politiche), Gennaro De Crescenzo (presidente del Movimento Neoborbonico), Julio Loredo (responsabile dell’Associazione Difesa della Tradizione Famiglia Proprietà – Italia), Marina Carrese, presidente della Fondazione Il Giglio.

Il “pensiero unico” ha occupato tutti gli spazi della comunicazione, da quelli accademici e scolastici fino a quelli popolari del cinema e della televisione, distribuendo patenti di “correttezza” a tutto ciò che spinga verso la società “multiculturale, multireligiosa, migrazionista, inclusiva, resiliente, globalista, non divisiva”. Allo stesso modo, e con notevole aggressività, ha affibbiato l’etichetta di “discriminatore, razzista, odiatore, fascista, illiberale, bigotto, oscurantista” a chiunque dissenta, indipendentemente dal fatto che le sue argomentazioni poggino su basi scientifiche, filosofiche, storiche, razionali.

Negli ultimi tempi, il “pensiero unico” è giunto a manipolare il passato, abbattendo statue, impedendo eventi, censurando libri. Da Ovidio a Shakespeare, da Dante a Cristoforo Colombo, in molte Università opere ed autori, sui quali si fonda la cultura stessa dell’Occidente, sono espulsi dai corsi di studio oppure sono proposti con l’avvertenza agli studenti che i testi potrebbero “urtare la loro sensibilità”. Ugualmente, ma con moto opposto, ricerche che documentano una Storia non funzionale al pensiero unico, come quella delle Due Sicilie per esempio, vengono negate, dileggiate come pure invenzioni revansciste e se ne impedisce l’accesso alle aule universitarie.

L’effetto voluto dell’aggressiva strategia mediatica dei fautori del pensiero unico è mettere a tacere qualsiasi voce in disaccordo, impedire che idee diverse circolino, che possano essere espresse o, addirittura, pensate, affinché nulla ostacoli la sua marcia.

Ne deriva che recuperare il significato delle parole, distinguere verità oggettive ed opinioni, ristabilire la gerarchia di concetti e conoscenze, sono le armi principali per combattere questa forma perniciosa di dittatura relativista. Parafrasando un noto motto dello scrittore distopico George Orwell (1903-1950), “nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto contro-rivoluzionario”.

Ordina oraIl pensiero unico dominante, come reagire”, € 10,00 + spese di spedizione (in corso di spedizione ai soci della Fondazione Il Giglio).

 

Ti potrebbero interessare:

Alle radici della nostra crisi

La Rivoluzione dopo il marxismo

La Contro-Rivoluzione

La Contro-Rivoluzione in azione

La scoperta del bello

Le opere delle Contro-rivoluzione

Dove attacca la Rivoluzione

Per un’economia della Tradizione