Storia delle Due Sicilie


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Due Sicilie: quei 135 primati del Regno, nuovo libro di Gennaro De Crescenzo

(Lettera Napoletana) Sarà un altro boccone amaro per le Vestali del rito storiografico risorgimentale antico ed accettato, ma i primati del Regno delle Due Sicilie, tanti ed incontestabili, adesso sono elencati in un libro. 135 eccellenze del Sud sotto il Regno dei Borbone, da Carlo a Francesco II, sono descritti e documentati da Gennaro De Crescenzo, studioso e presidente del Movimento Neoboborbonico (“Il libro dei Primati del Regno delle Due Sicilie dal 1734 al 1860”, Grimaldi & C. Editori, Napoli 2019, pp. 230, € 65,00) in una pubblicazione di pregio dell’editore napoletano Marzio Grimaldi, corredato da 100 illustrazioni a colori. …

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Articoli Lettera NapoletanaConsigliatiFilm (S)consigliatiNotizieStoria delle Due Sicilie

Due Sicilie: Francesco Saverio Petagna, un Vescovo per Dio e per il Re legittimo

(Lettera Napoletana) A Mons. Francesco Saverio Petagna (1812-1878), i liberali non perdonavano di aver celebrato con grande fasto a Castellammare di Stabia, di cui era Vescovo, i funerali del Re Ferdinando II di Borbone, morto a Caserta il 22 maggio 1859. Accusato perfino di aver denunciato nel maggio 1848 alcuni rivoltosi liberali che si erano rifugiati nella chiesa di San Ferdinando, a Napoli, fatto tecnicamente impossibile, perché ne era diventato Superiore solo nel settembre 1849, il Vescovo legittimista fu costretto a sei anni di esilio in Francia, a Marsiglia. Respinto e riaccompagnato alla frontiera nel 1864, quando aveva chiesto ai …

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L’Architettura borbonica nella Valle dell’Angitola

Carmela Maria Spadaro, Università Federico II   Parlare di architettura borbonica nella valle dell’Angitola significa affrontare essenzialmente il tema della viabilità in una tra le zone più impervie dell’intera penisola italiana. Viabilità perché sostanzialmente questo tipo di architettura contemplò la realizzazione di strade e ponti per collegare parti di territorio su cui insistevano, fino agli inizi dell’Ottocento iperboliche mulattiere; il che avvenne con notevoli difficoltà di realizzazione poiché le condizioni orografiche della zona erano e sono tali da scoraggiare qualsiasi iniziativa, specialmente in tempi in cui la tecnica non aveva ancora trovato soluzioni che rendessero conveniente la realizzazione dei manufatti. …

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“La Via Regia delle Calabrie”

di Bruno Congiustì, studioso di Storia delle Calabrie   La principale arteria stradale che attraversa il territorio della Valle dell’Angitola è la storica via Regia delle Calabrie, voluta da Ferdinando II di Borbone. Il monumentale ponte sul fiume Angitola, progettato dall’Ing. Giuseppe Palmieri, fu avviato nel 1845 e portato a termine dopo cinque anni. Sempre in quei primi anni ‘40 dell’800, si iniziò a porre mano alla via Regia che avrebbe collegato il mar Tirreno ed il mar Ionio, oltre alla derivazione per Mongiana e Ferdinandea. Si trattò, quindi, della prima vera trasversale in Calabria. che portò a un notevole impiego …

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I PONTI DELLA VIA REGIA DELLE CALABRIE, UN PROGETTO DI RECUPERO

Ripartire dalla propria Storia, salvando dal degrado e dall’abbandono i ponti borbonici della Via Regia delle Calabrie e collocando sul territorio un’adeguata cartellonistica. È un progetto che aggrega sette associazioni civiche e culturali di Monterosso Calabro (Vibo Valentia) guidate da Familia de Rubro Monte dell’imprenditore Antonio Parisi, che ne è il coordinatore. Il progetto è stato presentato il 5 Agosto 2019 nell’aula consiliare del Comune di Monterosso nel corso del convegno “L’Architettura borbonica nella Valle dell’Angitola”. La Via Regia delle Calabrie partiva da Ercolano (Napoli) ed arrivava a Reggio Calabria. Sul fiume Angitola, nel territorio di Monterosso, fu avviata nel 1845 la costruzione di un …

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CARLO DI BORBONE: A 300 ANNI DALLA NASCITA DEL “RE NOSTRO”

L’attesa per il “Re Nostro”, come a Napoli chiamavano Carlo di Borbone, il restauratore del Regno di Napoli e di Sicilia, era grande. E lui non la deluse. Fu il Sovrano delle grandi opere pubbliche, dello sviluppo urbanistico, della Napoli grande capitale europea, della stupenda collezione Farnese, degli Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, dell’organizzazione dell’Esercito e della Marina, dell’avvio della costruzione del più importante Stato della penisola italiana. Sinceramente cattolico, come la consorte, Maria Amalia di Sassonia – che, ispirandosi alla predicazione di S. Alfonso Maria de’ Liguori, cuciva gli abiti dei Pastori, avviando la grande tradizione del Presepe …

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Sanfedismo ieri e oggi

La festa Alli tridece de giugno, in ricordo della vittoriosa impresa del Cardinale Fabrizio Ruffo e della sua Armata Cristiana e Reale, rapidamente costituita da migliaia di volontari, nella risalita dalle Calabrie a Napoli, è un appuntamento fisso nelle attività della Fondazione Il Giglio. La festa, che unisce la rievocazione del passato e della memoria delle Due Sicilie e l’iniziativa presente di ricostruzione del tessuto socio-economico meridionale, con l’apporto delle aziende che aderiscono al Progetto CompraSud, si apre sempre con un convegno storico, nella convinzione che la battaglia culturale preceda necessariamente quella civile, e ancor più quella politica. Senza la …

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L’EPOPEA SANFEDISTA – scarica il testo di Guido Vignelli

(Lettera Napoletana) La riconquista del Regno di Napoli da parte dei volontari dell’Armata della Santa Fede, guidata dal Cardinale Fabrizio Ruffo (13 giugno 1799) resta un insegnamento prezioso che fornisce indicazioni fondamentali per il riscatto del Sud. Questo il contenuto dell’intervento dello studioso di dottrine politiche e saggista Guido Vignelli (“Il Sanfedismo ieri e oggi”) al convegno “Alli tridece de giugno….” svoltosi il 12 giugno scorso al Centro Ippico Montenuovo di Pozzuoli-Arco Felice (Napoli) per iniziativa della Fondazione Il Giglio e del Movimento Neoborbonico. Guido Vignelli ha pubblicato, insieme ad Alessandro Romano, “Perché non festeggiamo l’unità d’ Italia” (Editoriale Il …

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Battaglia delle IdeeStoria delle Due Sicilie

Eroi – Emile de Christen: un cavaliere al servizio di Francesco II

Vi sono personaggi poco o nulla conosciuti, o relegati a ruoli minori dalla narrazione storica, che invece meriterebbero ben altri onori perché hanno speso la propria vita per ideali che travalicano l’importanza degli stessi avvenimenti di cui sono stati protagonisti.  Come coloro che, in ogni tempo, combatterono guerre che non li avrebbero coinvolti se essi stessi non avessero scelto liberamente di mettere il proprio valore al servizio di una causa e di una fede. Non di mercenari si parla, naturalmente, ma di cavalieri, perché proprio con la Cavalleria medioevale nasce la nobile figura del soldato che combatte, non per offendere …

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Battaglia delle IdeeStoria delle Due Sicilie

L’economia del Regno

Il mito di un Regno delle Due Sicilie essenzialmente agricolo, con un’industria appena nascente, in grave ritardo rispetto al resto d’Europa a causa della miseria diffusa e della paralizzante burocrazia borbonica, resiste caparbiamente nonostante sia stato più volte clamorosamente smentito dalla ricerca storica d’archivio, di cui il libro del prof. Gennaro De Crescenzo, Le industrie del Regno di Napoli, è un esempio prezioso. In realtà, l’economia del Regno era più che florida e in particolare l’industria era ad un livello tutt’altro che iniziale, raggiungendo in alcuni settori punte d’eccellenza, per qualità e quantità di prodotti. Industria Il Regno napoletano era …

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