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25 anni fa cadeva il Muro di Berlino

Il 13 agosto 1961 il regime comunista della Germania Est (DDR) cominciò la costruzione di un muro per dividere in due Berlino. L’accesso e l’uscita dalla parte orientale della città fu bloccato dai Vopos (abbreviazione per Volkspolizei, “Polizia popolare”) con le armi spianate. Nel giro di poche ore l’intera linea di confine tra le due Germanie era presidiata dalla polizia. L’obiettivo era quello arginare la fuga di massa verso l’Occidente di cittadini della “Repubblica democratica tedesca”, questo il nome ufficiale della Germania comunista, verso l’Occidente. Prima del completamento del muro fu collocato un reticolato di filo spinato alto due metri, completato il 15 agosto. Pochi giorni dopo un secondo ed un terzo reticolato di filo spinato furono aggiunti ai blocchi di pietra del muro, che già raggiungeva i tre chilometri di lunghezza. Si apriva così una delle pagine più atroci …

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Berlino 1: il muro che divise il mondo

1961 – 2011 cinquant’anni di storia Prima della costruzione del muro (dal 1949, anno della divisione della Germania, al 1961), la città di Berlino costituiva una enclave all’interno del territorio della zona di occupazione assegnata all’Unione Sovietica al termine della Seconda Guerra Mondiale. La città era divisa in quattro settori controllati da Unione Sovietica (Berlino Est), Stati Uniti d’America, Francia e Gran Bretagna (Berlino Ovest), comunicanti attraverso varchi denominati secondo l’uso militare americano A (Alpha), B (Bravo), C (Charlie) e attraverso accessi ferroviari verso la Repubblica Federale Tedesca. Il varco C, conosciuto come Checkpoint Charlie, in Friedrich Strasse, era riservato al passaggio del personale diplomatico. I cittadini potevano circolare liberamente tra tutti i settori: ogni giorno circa mezzo milione di persone si spostava in entrambe le direzioni per motivi di lavoro, avendo modo così di confrontare le diverse condizioni di …

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Berlino 2: tutti i numeri del muro che divise il mondo

  1961 – 2011 cinquant’anni di storia           Data della costruzione del muro: 13 agosto 1961 Lunghezza dell’intero confine tra Berlino Ovest e il territorio DDR: 155 km Confine all’interno della città di Berlino: 43 km Cinta esterna tra Berlino Ovest e il territorio DDR: 112 km Passaggi tra Berlino Ovest ed Est: 8 Passaggi tra Berlino Ovest e DDR: 6 Bunker: 20 Torri di osservazione: 302 Corridoi sorvegliati da cani: 259 Lunghezza del fossato anticarro (con cavalli di Frisia): 105,5 km Lunghezza del recinto di contatto e segnalazione: 127,5 km Strada di pattugliamento illuminata: 124,3 km Altezza massima del muro di calcestruzzo: 3,60 m Persone che attraversavano quotidianamente il confine per lavoro fino all’agosto 1961: 500.000 circa Persone fuggite ad Ovest tra il 1945 e il 1961: 3,6 milioni Media annuale: 225.000 persone Persone fuggite …

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berlino 3: le foto per non dimenticare

  1961 – 2011 cinquant’anni di storia         Quarantacinque foto per non dimenticare uno dei capitoli più crudeli, sanguinosi ed eroici della storia del XX secolo. Un album che raccoglie immagini dal 1961 al 1989, per vedere con i propri occhi cosa è capace di concepire un’ideologia che pretende di trasformare gli uomini in ingranaggi della macchina rivoluzionaria. Per conservare la memoria delle vittime della rivoluzione comunista – migliaia nella sola Berlino, milioni nel mondo – che una storiografia partigiana e bugiarda vorrebbe cancellare, considerandole l’irrilevante danno collaterale di un “progresso ineludibile”.   Guarda le foto   Potrebbero interessarti anche: Il muro che divise il mondo Tutti i numeri del muro che divise il mondo Ascolta Berlin di Leo Valeriano Biblioteca: Comunismo Il fascicolo completo con testi e foto è disponibile nella pagina del Download / Formazione / Rivoluzione oppure cliccando qui

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Berlino 4: la canzone di Leo Valeriano

  1961 – 2011 cinquant’anni di storia              Berlin  di Leo Valeriano (1965) Il cielo è sempre grigioLa gente è indifferenteBerlino dal muro di fangoHa solo canzoni di morte. Berlin oh mein Berlin, BerlinCantava nel sole ogni ragazzo che è morto per teE mentre il mondo invoca la paceSulle tue strade muore ogni giorno la libertà.Fate parlare la FriederichstrasseFate parlare Brandeburger TorRacconteranno di FechterRacconteranno di SeidelE vi diranno le pene della mia bella città Berlin oh mein Berlin, BerlinLa gente tranquilla si è già scordata di teDaremo ai profughi una coperta E un lavoro alle fabbriche KruppPerché non turbino il sonnoDi queste nostre città Berlin oh mein Berlin, BerlinNessuno più vuole sentire la tua preghieraSi vive solo per una speranzaE non si mendica la libertàMa sulle croci del muroC’è l’erba della viltà Berlin oh mein …

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Il ’68/1 – Rivoluzione sessuale

Il ’68 Per tutto il mondo occidentale, dall’una all’altra sponda dell’Atlantico, il 1968 è stato l’anno in cui ha cominciato a diffondersi e radicarsi quella che il pensatore brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira aveva definito, con profetica lungimiranza, la Quarta Rivoluzione. L’ultima tappa del processo sovvertitore dell’ordine naturale, e di quello sociale che ne deriva, mira ad estendere i principi della rivoluzione in interiore homine, attaccando i gangli vitali stessi dell’essere umano. Infatti, come il tronco di un albero può essere piegato, i suoi rami possono essere potati, i suoi frutti possono essere lasciati marcire e, ciò nonostante, l’albero continuerà ad essere ciò che è secondo la sua natura, così gli uomini possono essere piegati e assoggettati da idee e regimi che li costringono, in modi diversi, a vivere secondo principi contrari alla natura umana, che però, pur soffocata, rimane …

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Il ’68/2 – Rivoluzione femminista

Il ’68 Per tutto il mondo occidentale, dall’una all’altra sponda dell’Atlantico, il 1968 è stato l’anno in cui ha cominciato a diffondersi e radicarsi quella che il pensatore brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira aveva definito, con profetica lungimiranza, la Quarta Rivoluzione. L’ultima tappa del processo sovvertitore dell’ordine naturale, e di quello sociale che ne deriva, mira ad estendere i principi della rivoluzione in interiore homine, attaccando i gangli vitali stessi dell’essere umano. Infatti, come il tronco di un albero può essere piegato, i suoi rami possono essere potati, i suoi frutti possono essere lasciati marcire e, ciò nonostante, l’albero continuerà ad essere ciò che è secondo la sua natura, così gli uomini possono essere piegati e assoggettati da idee e regimi che li costringono, in modi diversi, a vivere secondo principi contrari alla natura umana, che però, pur soffocata, rimane …

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L’azione politica dei Radicali

Lucida ed approfondita analisi dell’azione politica e delle strategie adoperate dal Partito Radicale, pubblicata sul numero di marzo 2005 della rivista mensile Il Timone, a firma di Mario Palmaro (1968-2014), che è stato docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e collaboratore alla cattedra di Filosofia del Diritto dell’Università di Padova.  Il male radicale di Mario Palmaro «Lo Stato del Vaticano ha significato l’uso dell’aspersorio per benedire il manganello. Il manganello contro la scienza, la coscienza, la democrazia, la tolleranza. Il manganello, se non peggio, contro le vite di milioni di persone contro la Vita, con la v maiuscola. Lo Stato Città del Vaticano va cancellato con procedure di diritto, legali, giuridiche, popolari, democratiche, in tutto il mondo». Non c’è che dire: un bel progetto politico all’insegna della tolleranza e della non violenza. Correva il 27 novembre …

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Foibe, un genocidio ideologico

Foibe, un genocidio ideologico   Il trattato di pace firmato a Parigi il 10 Febbraio 1947, al termine della Seconda Guerra Mondiale, impose all’Italia di cedere alla Jugoslavia i territori della Dalmazia con la città di Zara, dell’Istria con Fiume, e di gran parte della Venezia Giulia con Trieste (che fu costituita territorio libero e tornò all’Italia alla fine del 1954). La firma del trattato segnò il destino di 350.000 italiani giuliano-dalmati ed istriani, che furono costretti a scegliere se rimanere nelle proprie terre d’origine, dominati da un feroce regime comunista, o se accettare l’esilio in Italia, lasciando tutto ciò che possedevano. Per il 90% di loro fu chiaro sin dal primo momento che rimanere era impossibile: avevano conosciuto la violenza e l’orrore scatenato dalle truppe rivoluzionarie di Josip Broz Tito. Si era già consumata, infatti, la tragedia delle foibe. …

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Il mito di Che Guevara

Appunti per mandare in frantumi un falso mito giovanile trasversale.  Ernesto Che Guevara   Dal ’67 in poi, Ernesto Guevara, detto Che (in dialetto guaranì significa più o meno ehi, tu!), è stato una delle icone della sinistra giovanile ed ha rappresentato un modello di purezza di ideali e di sacrificio per larga parte della gioventù occidentale.  Contrariamente a ciò che ci si sarebbe aspettato dopo la caduta del Muro di Berlino (1989), quando cioè i nuovi simboli giovanili avrebbero potuto, e dovuto, essere altri (il primo ragazzo che scavalcò il Muro stesso – Jan Palach – l’eroe inerme che ferma un carro armato in piazza Tienamen), il mito di Guevara ha preso nuovo vigore e la sua immagine è ricomparsa su bandiere, t-shirt, manifesti. Addirittura, il verso di una canzone di Jovanotti recita: “io credo che al mondo c’è …

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