Risorgimento


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Il Risorgimento contro l’identità italiana

Seminario FC 2011   Nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario dell’attacco che la Rivoluzione sferrò contro i popoli italiani con l’ausilio dello Stato sabaudo, al quale la massoneria internazionale aveva affidato il ruolo di portabandiera. Territori pacifici furono invasi manu militari – e senza dichiarazione di guerra – e i legittimi regnanti spodestati; furono annessi ai possedimenti piemontesi con falsi plebisciti; furono depredati tesori di Stato e ricchezze private; furono commesse violenze inaudite ancora nascoste nel segreto di archivi inaccessibili. L’esito fu la scomparsa di regni millenari, come quello Pontificio, o dalla storia gloriosa e secolare, come le Due Sicilie, e la nascita di un nuovo Stato concepito da chi “pensava all’inglese e si esprimeva in francese” con l’intenzione di cancellare le identità dei singoli popoli italiani ed in particolare quei connotati spirituali che, soli, erano i fili che le …

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Risorgimento esoterico: Mazzini

Breve ritratto fuori degli schemi di Giuseppe Mazzini, uno dei cosiddetti “padri della patria risorgimentale”. Massone, esoterista, assertore della reincarnazione, sacerdote di una nuova religione universale di carattere iniziatico, che avrebbe dovuto sostituire la fede cattolica e conquistare il mondo partendo da Roma, “città rinata per la terza volta, dopo l’età classica e quella cristiana”.La sua figura, ricordata nei libri di storia con il consueto corredo di falsità mitologiche, è invece ben conosciuta per ciò che effettivamente era negli ambienti esoterici internazionali, tanto che alla “protezione del suo fantasma” è stata affidata la filiale torinese di uno dei culti spiritisti più diffusi in Europa.L’articolo è di Angela Pellicciari ed è stato pubblicato dalla rivista Il Timone (il timone.org) sul n. 22 del novembre/dicembre 2003. Risorgimento esoterico: Mazzini Giuseppe Mazzini: genovese, avvocato, di professione cospiratore. E, col senno di poi, “padre” …

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Plebiscito
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I plebisciti della vergogna

Filippo Curletti fu un “patriota”, di quelli che fece il risorgimento e fece l’Italia. Stretto collaboratore di Cavour, ebbe l’incarico di capo della polizia politica a Modena e sovrintese alle votazioni per il plebiscito di annessione nella città. Così ricorda le operazioni di voto nel suo Memoriale: «In alcuni collegi, questa introduzione in massa, nelle urne, [delle schede] degli assenti – chiamavamo ciò completare la votazione – si fece con sì poco riguardo che lo spoglio dello scrutinio dette un numero maggiore di votanti che di elettori inscritti». La citazione è tratta da I panni sporchi dei Mille (2003), di Angela Pellicciari, autrice anche dell’articolo che riportiamo di seguito (apparso su Il Timone, novembre 2003), nel quale spiega come si svolsero realmente i plebisciti che servirono a dare apparenza di legittimità, di fronte alle potenze internazionali, alla conquista armata della …

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Guerra di conquista e di rapina

L’articolo a firma di Carlo De Risio, pubblicato sul quotidiano Il Tempo del 23 ottobre 1998, riporta interessanti dati sulle condizioni delle Casse degli Stati italiani, prima della conquista piemontese. La fonte alla quale De Risio fa riferimento è uno scritto poco noto dell’economista Francesco Saverio Nitti (Melfi, 1868 – Roma, 1953), esponente del Partito Radicale Storico che fu più volte ministro e Presidente del Consiglio del Regno d’Italia nel 1919. Una fonte, dunque, che difficilmente potrebbe essere definita “filoborbonica”.     Guerra di conquista e di rapina Uno dei momenti centrali del “Gattopardo” – il romanzo di Tommasi di Lampedusa – è il colloquio tra il principe di Salinomo un seggio nel Senato di Torino. Il principe, rappresentante dell’“ancia e un funzionario piemontese, inviato in Sicilia per offrire al nobiluen régime” borbonico decaduto, declina l’offerta, mentre il funzionario fa …

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1848 l’anno rivoluzionario

L’articolo che riproduciamo offre un quadro chiarissimo di ciò che avvenne nel 1848, anno fondamentale nell’avanzare della Rivoluzione in Europa e in particolare nella penisola italiana, tanto da essere divenuto emblematico di una situazione di caos e di stravolgimento generale.Massimo Viglione, docente presso la cattedra di Storia Moderna dell’Università di Cassino, autore e curatore di numerosi testi sulle insorgenze del 1799 e sul risorgimento, ritrova il filo che unisce tutte le rivolte scoppiate in quell’anno nell’aspetto marcatamente anticristiano che le connota. Il 1848 si configura come l’inizio sistematico ed organizzato quell’opera di dissoluzione del retaggio tradizionale europeo, perseguita attraverso la distruzione dell’ordine statuale e sociale dei singoli Regni, che fu il vero fine ultimo dell’epopea rivoluzionarie europea e del risorgimento italiano in particolare. Quest’opera si fermerà, sul piano istituzionale, soltanto con la caduta dell’ultimo grande Impero cattolico, quello Asburgico, alla …

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Garibaldi: l’eroe fasullo dell’Italia

Garibaldi: l’eroe fasullo dell’Italia laica e anticristiana Il 2007 è stato l’anno bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. Tutte le Istituzioni italiane, nazionali e locali, hanno concorso sollecitamente a “celebrare” l’evento, dando per scontato che non si potesse fare altro, stante il fatto che Garibaldi sarebbe universalmente riconosciuto come eroe per antonomasia. A questo scopo è stato costituito un Comitato formato da ben 110 componenti, con un finanziamento pubblico di un milione di euro più i contributi delle Regioni, e sono stati mobilitati Prefetture, Archivi di Stato, scuole ecc.. Ciò nonostante le celebrazioni sono fallite. Paradossalmente, il bicentenario ha finito per trasformarsi in una anti-celebrazione ed è divenuto l’occasione per un’opera di contro-informazione su Garibaldi e sulle Due Sicilie che ha prevalso sulla propaganda ufficiale, nonostante la disparità di mezzi, ed ha reso evidente che il “mito” di Garibaldi ormai …

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Garibaldi, l’esoterismo e le sette

Un breve estratto della relazione tenuta agli Amici de Il Giglio dalla prof.ssa Antonella Grippo, esperta di esoterismo, sull’appartenenza massonica di Garibaldi, le sue implicazioni esoteriche e le ripercussioni sulle vicende risorgimentali. Garibaldi, l’esoterismo e le sette Nel 1835 a Rio de Janeiro, Garibaldi strinse amicizia con Livio Zambeccari, esponente di spicco della massoneria e segretario del presidente del Rio Grande. Ma fu a Montevideo nel 1844 che indossò il primo “grembiulino” ed “ebbe la luce” massonica. Aveva trentasette anni, e la loggia era L’Asil de la Vertud, una loggia irregolare, emanazione della massoneria brasiliana, non riconosciuta dalle principali obbedienze massoniche internazionali, quali erano la Gran Loggia d’Inghilterra e il Grande Oriente di Francia. Sempre nel corso del 1844 regolarizzò la sua posizione presso la loggia Les Amis de la Patrie di Montevideo posta all’obbedienza del Grande Oriente di Parigi. La …

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Avamposti dell’esercito massonico universale

Nel 1849, costretto Pio IX a chiedere rifugio all’amico Regno delle Due Sicilie, si insedia nella “città eterna” la Repubblica Romana guidata da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, celebrata, ovviamente, come l’avvento della libertà e del progresso in uno stato governato dal peggiore e più retrivo potere assoluto, quello della Chiesa. Come sempre, una storiografia strabica ha radicato una versione ideologica degli eventi, nascondendo completamente il vero scopo dei rivoluzionari che era cancellare il potere temporale del papato e, di conseguenza, la Chiesa stessa e il suo primato morale. Come sempre, la massoneria era il motore di quegli atti rivoluzionari, come dimostra la storica Angela Pellicciari in questo articolo pubblicato sulla rivista Il Timone (n. 88 del dicembre 2009).    Avamposti dell’esercito massonico universale Il potente gran maestro della massoneria italiana Adriano Lemmi, alla fine dell’Ottocento, riteneva che …

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Pasquale Stanislao Mancini

Pasquale Stanislao Mancini: ideologo della rivoluzione nazionale Pasquale Stanislao Mancini (1817-1888) è una figura non sufficientemente nota del “Risorgimento”, cioè della Rivoluzione italiana. Giurista e docente universitario, cospiratore liberale, rifugiato in Piemonte dopo il fallimento del tentativo insurrezionale del 1848 insieme ad un folto gruppo di liberali, che da Torino consigliavano il governo piemontese nelle trame contro il Regno delle Due Sicilie, Mancini rientrò a Napoli nel 1860, dopo l’invasione garibaldina. Di Garibaldi fu anche avvocato, assistendolo in una causa di annullamento matrimoniale. A Torino fu appositamente istituita per lui nel 1850 la cattedra di diritto pubblico esterno e internazionale privato e Mancini fu eletto al Parlamento subalpino. Dal 1860 in poi fu ininterrottamente deputato del Piemonte e poi del regno d’Italia, divenendo il capo del centro-sinistra, e ministro della Pubblica Istruzione, della Giustizia e degli Esteri. A Napoli, durante …

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