Il 5 maggio 1808 nasceva a Treviri (Germania) Karl Marx. La sua visione filosofica ed economica, associata al leninismo, una teoria dell’azione, ha generato un sistema di straordinaria oppressione dell’uomo e prodotto, dal 1917 in poi, una serie di sanguinari regimi politici.

Secondo le stime più accreditate il marxismo ha prodotto finora tra gli 80 ed i 100 milioni di vittime, mentre nel mondo sopravvivono regimi (Cina, Corea del Nord, Cuba), movimenti politici e formazioni armate che continuano ad ispirarsi ad esso.

Un seminario della Fondazione Il Giglio, svoltosi il 25 maggio 2018 a Napoli, all’Hotel Renaissance Mediterraneo, ha messo a confronto, per un bilancio a 200 anni dalla nascita, il prof. Adriano Nardi, già docente di Storia del pensiero economico all’Università Federico II, ed il prof. Guido Vignelli, studioso di Storia delle dottrine politiche.

«La convinzione circa l’avvento di un’epoca edenica e la piena realizzazione della natura dell’uomo proveniva a Marx non dalle sue origini ebraiche – ha affermato nel suo intervento il prof. Nardi – bensì dalla sua formazione filosofica, avvenuta nell’ambito dell’idealismo tedesco della prima metà del XIX secolo, corrente filosofica influenzata, tramite una secolare tradizione di pensiero, dalla concezione della storia di tipo vetero-testamentaria reintrodotta nella cultura europea dall’abate calabrese Gioacchino da Fiore, morto nel 1200».

«Nonostante il crollo del comunismo, o meglio il suicidio del sistema socialista sovietico, dobbiamo constatare che, tutto sommato, questa dipendenza psicologica dal marxismo non è stata ancora del tutto superata – ha affermato il prof. Vignelli – Ad esempio, alcune personalità o associazioni conservatrici o addirittura anticomuniste, anche cattoliche, quando si oppongono al programma marxista, si sentono però obbligate a scusarsene, come se questa opposizione danneggiasse il progresso sociale o almeno la causa dei lavoratori. Essere anticomunisti o antisocialisti non è ancora pienamente considerato politically correct e tantomeno ecclesiastically correct, specie se il comunismo viene contrastato da quel populismo che ci viene presentato come il nuovo “spettro che si aggira per l’Europa”.

 

 

Leggi l’intervento integrale del prof. Guido Vignelli, “Karl Marx due secoli dopo. Illusioni ed errori che ne hanno ritardato il fallimento”. 

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Leggi l’intervento integrale del prof. Adriano Nardi, “Marx, il Medioevo e l’Età Moderna. Gli idilliaci rapporti feudalI e lo spirito del capitalismo”.

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