(Lettera Napoletana) Per assicurare l’auto, un calabrese paga il 21% in più della media dei residenti nelle altre regioni d’Italia, un pugliese paga il 14,2% in più, un campano addirittura il 72,5 in più.

I dati sono dell’Osservatorio Facile.it e si riferiscono ad aprile 2019. I premi assicurativi medi sono in calo – segnala l’Osservatorio RC Auto – tanto che a Marzo scorso il costo di una polizza era del 2,7% in meno rispetto a Gennaio (ANSA, 01.05.2019). Ma non è così per diverse regioni del Sud.

In Calabria – registra l’Osservatorio di Facile.it, che analizza i premi di Compagnie assicurative che rappresentano il 55% del mercato italiano – il costo medio (già superiore del 21,09% nel 2018 rispetto alla media nazionale) è salito dell’1,4%, in Puglia è aumentato dello 0,7%. Anche la Sicilia registra un costo medio delle assicurazioni più alto della media nazionale (+0,69%).

La Campania è un caso unico. Qui il costo dei premi dell’assicurazione RCA (obbligatoria per legge) raggiunge il livello di un’estorsione avallata dallo Stato. In questa regione – rileva l’ANSA (01.05.2019) – “a Marzo 2019 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano in media 935,57 euro, vale a dire il 73% in più rispetto alla media nazionale”.

Al secondo posto, nella classifica per regioni del costo delle assicurazioni auto, c’è la Calabria (premio medio € 660,85) ed al terzo la Puglia (valore medio € 624,54).

Sono cifre che fotografano la realtà di un’Italia duale, dove al Sud tariffe e servizi, spesso di qualità inferiore, si pagano di più che al Nord e dovrebbero fare quelli che si “indignano” per la richiesta di “autonomia differenziata” avanzata dalle Regioni del Nord, e parlano di “rischio di spaccatura del Paese”, una spaccatura che, dall’unificazione in poi, si allarga.

Le stesse cifre sono un atto d’accusa nei confronti dei politici meridionali, silenziosi e complici di fronte alla lobby delle Compagnie assicurative.

Nel 2015, con il Governo Renzi, il deputato Leonardo Impegno, del Pd, eletto a Napoli, presentò la proposta di una tariffa unica assicurativa sul territorio nazionale, da inserire nel ddl sulla concorrenza. Dopo un lungo iter ed un forte battage propagandistico, al momento del voto al Senato sul ddl, il 2 Agosto 2017, la proposta – osteggiata alle Compagnie assicurative – fu cancellata con un emendamento del senatore pugliese del Pd Salvatore Tomaselli, eletto a Brindisi, compagno di partito di Impegno (Il Mattino, 3.8.2017).

All’inizio dell’attuale legislatura, il tema è ricomparso nelle dichiarazioni di qualche deputato, poi è sparito dal dibattito politico. Cambiano i Governi, resta la stessa classe politica meridionale … (LN135/19)