(Lettera Napoletana) “Con Napoli Millenaria di Alessandro Rak chiudiamo ufficialmente le Celebrazioni Napoli 2500, guardando al futuro”. Così il direttore artistico delle celebrazioni per i 2500 anni di Napoli, Laura Valente (Napoli Today, 8.1.2026), nominato dal sindaco Gaetano Manfredi.
«2500 appuntamenti che hanno costruito reti, collaborazioni e rassegne che resteranno come pratica e metodo – ha aggiunto la Valente – in questo orizzonte nasce il lavoro di un artista visionario come Rak, non solo per ricordare ma per ridisegnare Neapolis».
Al di là del linguaggio ideologico e stereotipato della giornalista milanese e del lavoro dell’artista “visionario” Rak (un cortometraggio presentato in anteprima il 5 gennaio, di cui non è nota la programmazione), resta l’affermazione sulla chiusura di celebrazioni che, in realtà, non ci sono state.
Amministrazione comunale e Governo hanno delegato infatti le celebrazioni per i 2500 anni di Napoli a un Comitato costituito molto tardivamente, il 7 agosto 2025, con i criteri della lottizzazione politica. Nel comitato (7 componenti, poi diventati 8) non compare neanche uno storico, e vi è un solo docente universitario, studioso di filosofia del diritto, accanto a professionisti di vari settori estranei allo studio e alla ricerca.
È stato messo in piedi frettolosamente un programma, finanziato dal Governo con 7 milioni di euro (altri 6 sono stati inseriti nella legge di Bilancio per il 2026 ) nel quale sono stati fatti rientrare eventi culturali già programmati come le celebrazioni per gli 80 anni della commedia di Eduardo De Filippo “Napoli milionaria”, la Giornata internazionale della Danza, una nuova edizione della commedia di Salvatore di Giacomo “Assunta Spina”, il concorso lirico dedicato a Enrico Caruso e un ricordo di Roberto De Simone.
Eventi che, al di là dell’interesse specifico, nulla c’entrano con la fondazione della città. Poi sono stati inseriti nel programma delle celebrazioni gli eventi più vari: il festival dell’imprenditoria femminile, la festa rotariana dell’amicizia, il museo del vino, la mostra fotografica su “resistenza e identità nera” organizzata da Black Art, e perfino una commedia su Pinocchio.
Oltre a qualche spettacolo di scarso rilievo, etichettato come iniziativa celebrativa, il direttore artistico Laura Valente – il cui compenso annuale è di 99 mila euro, stabiliti con determina della Giunta Manfredi (La Repubblica-Napoli, 13.4.2025) – ha affidato la recita di alcuni articoli della Costituzione della repubblica italiana a un gruppo di rappers nel Bosco di Capodimonte (21 dicembre 2025) definita “il culmine delle celebrazioni” (ANSA, 19.12.2025).
Che cosa c’entri la Costituzione italiana, approvata nel 1947 e parte della storia recente dell’Italia unificata, con i 2500 anni di Napoli non è stato spiegato in nessun modo.
Non è stato organizzato neanche un convegno storico sulla fondazione greca di Neapolis, nessuna iniziativa per far conoscere in Italia e all’estero l’anniversario di una delle città più antiche del mondo, non è stato dato nessuno spazio alla musica napoletana, né alla musica classica che tanta importanza ha nella nostra cultura. Nulla è stato detto o fatto per ricordare il Regno di Napoli e delle Due Sicilie.
Le celebrazioni per i 2500 anni di Napoli sono state una finzione, un’occasione per qualche iniziativa ideologicamente contrassegnata e per un utilizzo clientelare dei fondi pubblici.
La Fondazione Il Giglio ha organizzato il 6 dicembre un convegno con l’intervento di studiosi italiani e stranieri sulla nascita di Napoli, l’unico che si sia svolto, ha promosso un concorso fotografico, “Immagini della Napoli del primo millennio”, che ha coinvolto decine di fotografi non professionisti alla ricerca delle tracce della città più antica, ha presentato il libro del prof. Gennaro De Crescenzo e Antonio Vito Boccia “Il Ducato e Napoli medievale” (ABE-Arturo Bascetta Editore) dedicato ai circa sei secoli del Ducato bizantino, nel quale affondano le radici della Nazione Napoletana. Tutto senza alcun contributo pubblico e senza nessun sostegno delle istituzioni.
Insieme al Movimento Neoborbonico, la Fondazione Il Giglio ha promosso una petizione on-line al sindaco Manfredi sulla piattaforma CitizenGo.org per inserire nella toponomastica della città i nomi dei protagonisti della grande storia di Napoli.
Al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi rivolgiamo alcune domande a nome dei tanti napoletani delusi e indignati per questa grande occasione mancata di valorizzare Napoli.
- Perché nel Comitato Neapolis 2500 non è stato inserito neanche uno storico?
- Perché la fondazione di Neapolis (preceduta, secondo la maggior parte degli studiosi) da quella di Parthenope ad opera dei greci non è stata ricordata con nessuna iniziativa?
- Perché, con i consistenti fondi pubblici stanziati dal Governo, non si è promossa nessuna iniziativa celebrativa all’estero?
- Perché nel programma delle iniziative varato dal Comune per i 2500 anni sono stati inseriti eventi già programmati oppure del tutto estranei alle celebrazioni?
- Perché la musica napoletana e i compositori del ‘700 e dell’800 napoletano non hanno avuto nessuno spazio nel programma?
- Quanto è stato speso finora dei 7 milioni di euro stanziati dal Governo e che cosa si intende fare con gli altri fondi resi disponibili con la Legge di Bilancio 2026?
- Quando verrà pubblicato il resoconto dei costi delle iniziative comprese nel programma del Comune di Napoli per le celebrazioni? (LN186/2026)