Il Brasile voterà il 4 ottobre per eleggere il presidente della Repubblica. L’eventuale ballottaggio si terrà il 25 ottobre. Il Paese è il più importante bastione rimasto alla sinistra nel continente latino-americano, che ha visto, tra 2025 e 2026, elezione dopo elezione, un forte recupero della destra politica.

In questo articolo il prof. Átila Amaral Brilhante, docente di filosofia politica all’Universidade Federal do Ceará, esamina il contesto e le prospettive delle prossime elezioni.

(Lettera Napoletana) (di Átila Amaral Brilhante) Creato da Lula e Fidel Castro nel 1990 con l’obiettivo di recuperare in America Latina l’influenza che la sinistra aveva perso nell’Europa orientale, il Foro di San Paolo ha riunito partiti e movimenti sociali della sinistra latino-americana, sostenitori delle posizioni antiamericane. I crimini delle dittature di sinistra del continente non sono mai stati denunciati dal Foro di San Paolo. La conquista dei Paesi dell’America Latina da parte della sinistra, consolidatasi dopo il 2000, difficilmente sarebbe avvenuta senza il lavoro di coordinamento promosso da questo organismo di propaganda ed agitazione della sinistra, la cui esistenza fu inizialmente negata dai grandi mezzi di comunicazione e i cui rischi furono successivamente minimizzati.

Durante i suoi governi, dal 2003 al 2006 e dal 2007 al 2010, Lula finanziò opere infrastrutturali nei Paesi governati dalla sinistra latinoamericana, trasformando quest’ultima in un importante polo di potere.

L’attuale svolta a destra dell’America Latina rappresenta un tentativo di smantellare l’assetto politico instaurato dal Foro di San Paolo. La debolezza delle politiche pubbliche della sinistra, soprattutto nel campo della sicurezza pubblica, e il disordine finanziario hanno spinto alcuni settori dell’imprenditoria ad ammettere la necessità di sconfiggerla. Le recenti vittorie elettorali della destra in Cile, Bolivia, Perù, Ecuador, Honduras, Colombia e Costa Rica, sono state influenzate anche dalle posizioni dell’amministrazione Trump, che ricorre a ritorsioni tariffarie contro i Governi avversari ed esercita un crescente controllo sui trasferimenti finanziari legati al narcotraffico. Questo limita, almeno in parte, i trasferimenti finanziari illegali che si possono utilizzare nelle campagne politiche. Il quadro generale che Trump sta configurando riduce i margini di manovra della sinistra.

Il governo brasiliano dispone però ancora di strumenti per finanziare ampi settori dei media tradizionali e attenuare gli effetti delle sconfitte della sinistra nella regione latino-americana. Può inoltre contare sulla vastissima collaborazione del mondo artistico, che beneficia di fondi pubblici, delle Università, del sindacalismo – una parte del quale è oggetto di gravissime accuse – oltre che del Supremo Tribunale Federale (STF), che sostiene il Governo quando viene sconfitto in Parlamento.

Nonostante tutto questo, tra i brasiliani il tasso di disapprovazione del Governo supera quello di approvazione e la destra politica, pur con la sua fragilità organizzativa, ha la possibilità di sconfiggere il governo Lula.

La tolleranza della sinistra nei confronti della criminalità organizzata appare sempre più evidente. Recentemente, il Governo del Partito dei Lavoratori (PT) nello Stato del Ceará ha annunciato un importante sequestro di droga in una fattoria e ha diffuso immagini della distruzione di coltivazioni di marijuana. Ma l’opposizione ha successivamente verificato che l’80% della piantagione era stato preservato e che telefoni cellulari e altri mezzi di prova non erano stati acquisiti per sottoporli a perizia, alimentando il sospetto che le indagini siano state interrotte per evitare di identificare e arrestare i responsabili. Attualmente, le organizzazioni criminali brasiliane sostengono apertamente alcuni politici.

È importante che i venti che soffiano sull’America Latina soffino con forza ancora maggiore sul Brasile, affinché spazzino via dal Paese le conseguenze dannose del Foro di San Paolo.(LN189/26)