(Lettera Napoletana) Già nel 1700, navi a vela, prima, e a vapore, poi, delle Due Sicilie, solcavano l’Oceano Atlantico, per portare carichi di manufatti e di derrate alimentari nelle due Americhe.

La prima testimonianza in proposito si incontra in un documento di Arcangelo Scotto Lachianca, di Procida, che nel 1840 scriveva:

«Durante il regno di Ferdinando IV, Ferdinando Giobbe di Torre del Greco, con un buon navilio mattato a coffa faceva il tragitto per le Americhe e qualche volta anco per le Indie occidentali».

Nel 1773 la polacca SS. Annunziata e San Giuseppe comandata da Francesco Martucci effettuò un viaggio in America, per conto del Principe di Torella e Don Francesco Vetere. Fra il 1786 e 1793, altri sei bastimenti del Regno di Napoli si recarono nelle Antille per conto della casa commerciale Liberati e De Martino, grazie ad un parere favorevole del Supremo Magistrato del Commercio che accordava una franchigia del 20% sui dazi doganali di immissione per le mercanzie provenienti dalle Indie Occidentali «con legni coverti dalla Real Bandiera».

I collegamenti marittimi tra il Regno di Napoli e poi delle Due Sicilie e le Americhe sono stati ricostruiti dallo studioso dei Sistemi di Trasporto Lucio Militano nel suo libro Le Due Sicilie nelle Americhe (Editoriale Il Giglio, 2019, pp. 48; 8 immagini a colori, € 10,00).

Il libro è stato ora tradotto in inglese ed è disponibile in e-book (formato Kindle) su Amazon.it (Lucio Militano, The Two Sicilies in the Americas, english edition, Editoriale Il Giglio 2026, € 6,00).

Nella primavera 1818, il brigantino Oreto, con il comandante Bonaventura Consiglio, partì da Palermo con un carico di agrumi, zolfo e manna alla volta di Boston. La navigazione in Atlantico venne effettuata dal comandante Consiglio fra i paralleli 42°N e 44°N (a rombo dritto) sulla scorta di informazioni ricevute dai comandanti di velieri americani che, in realtà, gelosi della loro conoscenza di rotte migliori, costrinsero l’Oreto ad una navigazione in zone di venti impetuosi da Maestrale (NW) o caratterizzate da calme snervanti. Il bastimento di Consiglio impiegò quasi due mesi a raggiungere le coste Nordamericane.

Nel 1819, il brigantino Nettuno compì una redditizia traversata alle Antille e, nello stesso anno, vi fu la traversata del brigantino del comandante Scipione Catalano, che raggiunse Vera Cruz in sole otto settimane. Nel 1823, Domenico Perillo con il pilota procidano Nicola Parascandolo, approdò a Pernambuco, in Brasile, con una grossa polacca dopo una impegnativa traversata dell’Atlantico meridionale.

L’economista Ludovico Bianchini, nella sua Storia delle Finanze delle Due Sicilie, cita i viaggi in Brasile del brigantino Federico e della goletta di Scipione Catalano avvenuti rispettivamente nel 1824 e 1825; Bianchini cita anche altri viaggi di capitani siciliani all’Avana, a Vera Cruz, ed in Messico, effettuati nel 1827. 

I viaggi negli Stati Uniti riprendono con il brigantino Sirio, del capitano Gaetano Paturzo, di Meta di Sorrento, arrivato a Boston il 7 luglio 1827 da Napoli e Palermo in carico, e da lì ripartito per Napoli, sempre in carico, il 21 Agosto. Nel 1828 sono da segnalare i viaggi a New York dei seguenti bastimenti: goletta Felicità, 3 maggio; brigantino Sofia, 7 maggio; brigantino Oriente, 10 luglio; brigantino Hiram, 16 luglio.

Si deve al capitano Ignazio Tedesco, di Termini Imerese, la frequentazione di rotte più favorevoli da parte dei bastimenti del Regno di Napoli nell’attraversamento dell’Atlantico. Ciò favorì notevolmente, a partire dal 1830, i viaggi in Nord-America, che diventarono ancora più frequenti. Erano le rotte seguite dai grossi clipper americani ed inglesi su alcuni dei quali egli era stato imbarcato. (LN189/26)

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