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01 - Documenti di storia delle Due Sicilie
01 - Documenti di storia delle Due Sicilie
 'O luciano d' 'o Rre
Il famoso poema di Ferdinando Russo (1868-1927), giornalista, scrittore e poeta napoletano che con la sua ricca produzione di testi, versi e canzoni, seppe essere vivido interprete dell’animo napoletano, tratteggiando personaggi e ambienti incontrati nella quotidianità di una Napoli popolare, carica di dolente nostalgia per il recente passato, ancora ben vivo nella memoria, e di disincanto per il difficile presente.
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 1799 - Inno dei Sanfedisti
L'Inno dei Sanfedisti, i volontari dell'Armata Reale e Cristiana del Cardinale Ruffo che risalì trionfalmente le terre di qua dal faro, partendo da Pizzo di Calabria fino a Napoli, per riconquistare il Regno e liberarlo dalla sedicente repubblica partenopea, governo-fantoccio costituito dai pochi giacobini napoletani, traditori della patria e consapevoli strumenti nelle mani dell'esercito di occupazione francese. La breve scheda presenta il testo dell'Inno, gli accordi per suonarlo e il file multimediale per ascoltare la riproduzione della carmagnola in Mp3 nella versione della Corale Polifonica Ad Torani Aquas.
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 1799 - La propaganda dei giornali giacobini
Il testo della relazione tenuta dal prof. Lorenzo Terzi, alla Festa onomastica di S. M. il Re Ferdinando II, organizzata da l’Editoriale Il Giglio a Gaeta, il 29-30 maggio 1999, nell’ambito delle anticelebrazioni del bicentenario della Repubblica giacobina napoletana. Il prof. Terzi è esperto di archivistica e collabora presso l’Archivio di Stato di Napoli e l’Istituto Italiano per gli Studi Storici. «Il carattere essenziale di questa propaganda, che plasma e informa di sé tutta la stampa del semestre repubblicano, tanto per essere chiari, è la menzogna. Essa percorre ogni colonna, dilaga in ogni riga dei periodici rivoluzionari, imperversando con maniere e gradazioni differenti: ora impronta, avvelenandoli, i toni della prosa, ora stravolge i fatti fino ad oltrepassare la soglia del ridicolo, ora, infine, deforma e nasconde la verità con un ghigno sinistro che gli apologeti nostri contemporanei vorrebbero spacciare per “passione civile”.»
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 1799 - Proclama di Ruffo ai Calabresi
Il Cardinale Fabrizio Ruffo fu incaricato dal Re Ferdinando IV di riconquistare il Regno e liberarlo dalla sedicente repubblica partenopea, governo-fantoccio costituito dai pochi giacobini napoletani, traditori della patria e consapevoli strumenti nelle mani dell'esercito di occupazione francese. Ruffo giunse a Pizzo di Calabria con cinque compagni d’arme e vi trovò radunati già 17.000 volontari. Si costituì così l’Armata Reale e Cristiana, o della Santafede, le cui fila continuarono a crescere, di vittoria in vittoria, risalendo le terre di qua dal faro fino a Napoli. Partiti il 7 febbraio 1799, i liberatori giunsero nella capitale il 13 di giugno, festa di Sant’Antonio. Quella di Ruffo fu l’unica insorgenza vittoriosa contro l’invasione della penisola da parte delle truppe rivoluzionarie francesi (1796-99). Questo è il proclama per incitare alla sollevazione i coraggiosi Calabresi.
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 Ferdinando La Rosa e il mito infranto di Garibaldi
“Le ostilità cominciarono quando i Garibaldini scorsero la colonna dei Regi che si avvicinavano gli avamposti dei volontari ripiegarono, mentre le batterie dei Regi colpivano le barricate davanti Porta Venere. La cavalleria regia che attaccava su ordine di Ferdinando fu costretta ad indietreggiare presa dal fuoco d’infilata di una barricata, ma i Regi rianimati dalla colonna che li seguiva si spinsero avanti coraggiosamente per la Consolare con alla testa Ferdinando che cadde colpito gravemente, presso l’ex convento dei Cappuccini mentre iniziava una manovra di sganciamento per evitare l’accerchiamento e un inutile massacro dei suoi uomini” . Il testo della relazione di Francesco Maurizio Di Giovine alla decima edizione del Convegno Per la memoria contro l’oblio. Gli Eroi del Volturno, tenuta a Capua (CE) il 7 ottobre 2006 per commemorare i Caduti napoletani.
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 Francesco II. Ritratto di un sovrano che amò sinceramente il suo popolo
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Su Francesco II di Borbone si è detto e scritto troppo poco. A causa della breve durata del suo regno, ma soprattutto a causa della cancellazione della memoria e della demonizzazione del passato applicate scientificamente dopo l’unificazione d’Italia, su Francesco II le informazioni sono scarse e di solito denigratorie: era giovane; incapace; probabilmente succube di un padre, Ferdinando II, dalla personalità ingombrante; impreparato al comando; indeciso; imbelle. Persino sul piano personale, la propaganda ha infierito, accusandolo di non essere all’altezza anche nei rapporti con la moglie, essendo cattolico e di delicata spiritualità e, dunque, certamente un credulone superstizioso. La realtà fu ben diversa, ovviamente, e per giungere a questa conclusione basta pensare alla vita di Francesco II dopo la fine del Regno delle Due Sicilie. Ridotto in povertà, avendo lasciato il Regno senza portare con sé neppure il patrimonio di famiglia; dignitoso ed umile sempre; consapevole del senso della storia e del ruolo svolto come Re e come uomo, di fronte alla Provvidenza. Il testo che presentiamo ai nostri lettori è stato scritto in occasione della Messa di suffragio per il 130° anniversario della morte di Francesco II, celebrata a Siderno per iniziativa dell’Associazione Culturale Due Sicilie. Ne è autrice la prof. Mariolina Spadaro, ricercatrice presso dell’Università Federico II di Napoli, che ha pubblicato numerosi saggi sulla storia del Regno delle Due Sicilie, a partire dall’epoca spagnola.
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 Il Sud che poteva essere
Che Sud avremmo avuto se i Borbone avessero governato magari fino ad oggi? Quale cultura e quale economia avrebbe avuto il Regno delle Due Sicilie senza l’invasione piemontese? Se riflettiamo magari sui fatti più significativi degli ultimi anni e degli ultimi mesi di vita del Regno delle Due Sicilie, possiamo capire quali prospettive avrebbe avuto il Sud in uno stato ancora autonomo. È opportuno prima di tutto indicare alcune linee di sviluppo dell’economia meridionale pre-unitaria. La documentatissima relazione del prof. Gennaro De Crescenzo fornisce i dati e le informazioni, rigorosamente tratte da fonti storiche di archivio, per compiere un interessante esercizio di ucronia, la storia dei "se".
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 Il modello amministrativo borbonico
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BORBONICO = aggettivo qualificativo dispregiativo. Sinonimi: retrogrado, farraginoso, paternalistico, corrotto, inefficiente; reazionario. È la sintesi delle definizioni del termine “borbonico” riportate dalla totalità dei dizionari della lingua italiana. Si tratta della ricaduta linguistica di un processo culturale avviato qualche tempo prima dell’unificazione d’Italia, quando la leggenda nera sul Regno delle Due Sicilie e sulla dinastia borbonica fu creata ad arte, per aprire la strada agli eventi militari e politici che avrebbero cambiato al faccia della Penisola. Era necessario costruire un’immagine negativa del Regno per tacitare la reazione internazionale che sarebbe stata suscitata dall’invasione armata. Il Regno delle Due Sicilie, quindi, fu associato alla campagna denigratoria, tanto violenta quanto menzognera, già scatenata in tutta Europa contro lo Stato Pontificio, orchestrata dalla massoneria internazionale e condotta con particolare zelo dall’Inghilterra protestante e dal Piemonte. Fu così che il governo di Ferdinando II divenne “la negazione di Dio” attraverso le lettere di Gladstone, e l’opinione pubblica fu informata sulle “torture” nelle carceri napoletane dai pamphlet di d’Azeglio. La campagna diffamatoria, funzionale all’imminente offensiva risorgimentale, continuò anche dopo l’unificazione allo scopo di cancellare la memoria storica dei Meridionali e convincere le nuove generazioni che prima dell’Italia tutto fosse “pianto e stridor di denti”, nonché per giustificare la ferocia della lotta contro i cosiddetti briganti, ovvero i renitenti al nuovo ordine. Ahinoi, a lungo andare le menzogne tante volte ripetute divennero luoghi comuni e si radicarono nell’immaginario collettivo, fino a far parte della nuova cultura italiana. Ciò che prima era “borbonico” divenne “meridionale” e la leggenda nera non riguardò più una dinastia ma un intero popolo, retrogrado, corrotto, inefficiente. Quello del significato del termine “borbonico”, dunque, è un elemento non marginale ma sostanziale della battaglia culturale per il recupero dell’identità meridionale e va affrontato, come sempre, ripulendolo dalle incrostazioni ideologiche e riportandolo alla verità documentale. In questa direzione va il testo che mettiamo a disposizione dei nostri lettori, esaminando gli aspetti peculiari dell’amministrazione pubblica borbonica. Ne è autrice la prof. Mariolina Spadaro, ricercatrice presso dell’Università Federico II di Napoli, che ha pubblicato numerosi saggi sulla storia del Regno delle Due Sicilie, a partire dall’epoca spagnola.
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 La battaglia del Volturno
Quella che si combatté sul fiume Volturno non fu soltanto una battaglia tra due eserciti, fu lo scontro tra due culture inconciliabili e tra due concezioni del mondo. La stessa idea della guerra era radicalmente diversa. Il re Francesco II combatteva ancora la guerra delle regole, delle tregue nei giorni delle feste cristiane, del rispetto dei patti d’onore, della pietà per i caduti e per i vinti. Dall’altra parte, si combatteva la nuova guerra senza regole e senza quartiere, la guerra rivoluzionaria, che punta alla distruzione dell’identità del nemico, alla sua conquista ideologica. Questa è la cronologia della battaglia, descritta con le parole degli storici Giuseppe Buttà, Pietro Calà Ulloa, Giacinto de’ Sivo, Pier Giusto Jaeger.
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 La guerra delle parole
… «Uno, dicentesi capitano d’Italia, entrato in guerra senza dichiarazione di guerra, perciò degno di morte per legge d’ogni nazione, appella "vile assassino" l’onorato soldato che difende la sua bandiera sull’ultime mura della patria assassinata». Il dramma della Cittadella di Messina e dell’intero Regno, caduto in balìa del nemico, è proprio racchiuso in questo rovesciamento di prospettiva, che è tipico della Rivoluzione, combattuta anche con le parole, per cui il bianco diventa nero, il giusto iniquo, la vittima assassino. una prospettiva in cui non ci sono regole da rispettare, se non quella della sconfitta dell’avversario ad ogni costo….
Il testo della relazione tenuta dalla prof. Mariolina Spadaro al Convegno di Messina dell’11 marzo 2006, nel 145° anniversario della capitolazione della Real Cittadella.
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 La leggenda nera delle Due Sicilie
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La relazione dal prof. Gennaro De Crescenzo, Presidente dell’Associazione Culturale Movimento Neoborbonico, tenuta al Convegno L’identità tradita. L’unificazione italiana contro la tradizione, organizzato dall’Editoriale Il Giglio e dal Movimento Neoborbonico e svolto a Napoli il 30 maggio 2008, data in cui si celebrava la festa onomastica di S. M. il re Ferdinando II.
«La leggenda nera, però avvolse e travolse tutto e tutti senza lasciarci vie di fuga, con governi e politiche sempre più lontani da Napoli, sempre più “contro” Napoli.
Del resto, per oltre sette secoli, i re di Napoli avevano governato certamente facendo i propri interessi e quelli della loro dinastia ma, fino al 1860, i propri interessi e quelli dinastici coincidevano quasi sempre con gli interessi dei popoli governati: la frattura tra governanti e governati, la disarmonia tra la politica e la gente fu il frutto di una conquista che voleva solo sfruttare, colonizzare e cancellare una nazione, l’unica vera nazione presente sulla penisola fino a qual momento».
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 La monarchia tradizionale nel regno di Francesco II di Borbone
Il breve e drammatico regno dell’ultimo re delle Due Sicilie, Francesco II di Borbone, al di là delle considerazioni di ordine storico, offre notevoli spunti di riflessione sul significato della monarchia e sulla concezione tradizionale della relazione che lega il Re ai propri popoli. Per ricostruire un’immagine veritiera di Francesco II è indispensabile una lettura in chiave tradizionalista delle sue scelte, di Stato e personali, spesso interpretate in modo ingiurioso, facendo riferimento ai principi, religiosi, etici e politici che lo guidarono nell’intero arco della vita e sui quali tali scelte si fondarono. Solo così si può rendere giustizia a Francesco II, il sovrano che più pesantemente ha subito gli oltraggi della storiografia di matrice ideologica.
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 Musica e identità
La relazione tenuta dal prof. Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico, al convegno Gli Eroi del Volturno, svoltosi a Capua il 4 ottobre 2008. Il testo presenta una innovazione multimediale: proposto in formato pdf, il file contiene anche la rara riproduzione in Mp3 della villanella del ‘500 Boccuccia de no pierzeco aperturo, del Velardiniello. Testo e musica potranno essere salvate sul computer semplicemente cliccando il download.
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 Opere pubbliche di Ferdinando II: Battipaglia
Il repertorio di opere pubbliche realizzate durante il regno di Ferdinando II fu vastissimo e grandioso. Strettamente collegate al forte impulso che l’economia in generale ed il settore industriale in particolare ricevettero negli anni tra il 1830 e il 1860, le opere pubbliche progettate e portate a termine nel trentennio di regno ferdinandeo testimoniano ancora oggi la forza innovativa, la saggezza delle scelte e la capacità gestionale che, in quegli anni, portarono il Regno delle Due Sicilie all’avanguardia tra gli Stati europei. Furono gli anni dei primati in molti settori civili, tecnologici e scientifici e del consolidamento di quell’industria che ormai spaziava in tutti i comparti produttivi raggiungendo spesso livelli di eccellenza. Allo sviluppo industriale occorrevano infrastrutture ed esse furono realizzate con tale lungimiranza e tempismo da far intravedere sullo sfondo un preciso progetto politico che il re Ferdinando II andava gradualmente, ma rapidamente, concretizzando e che si interruppe con la forzata unificazione della Penisola. La fondazione della città di Battipaglia, in provincia di Salerno, ne è un esempio evidente.
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 Proclama Reale - Gaeta, 8 dicembre 1860
Il testo del Proclama Reale ai Popoli delle Due Sicilie, dato da Francesco II di Borbone l'8 dicembre 1860, durante l'eroica resistenza sugli spalti di Gaeta. Puoi salvare il file sul tuo computer oppure stamparlo direttamente, anche a colori.
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 Regie Ferriere di Mongiana
L'industrializzazione del Regno delle Due Sicilie era in piena attuazione nel 1860 e toccava già punte d'eccellenza in diversi settori. La conquista del Regno interruppe l'espansione dell'industria meridionale perchè le industrie del Nord, che avevano in parte finanziato l'impresa, non ammettevano concorrenza e richiedevano manodopera a basso costo. Il testo che presentiamo è una documentata ricerca sulle Ferriere di Mongiana, uno dei siti industriali di maggior rilievo del Regno, sorto nelle Calabrie, in quella che oggi è la regione più povera del Paese. Portato alla chiusura e abbandonato subito dopo l'unificazione d'Italia, solo recentemente il complesso di Mongiana è stato "riscoperto" dagli storici e la documentazione su di esso rimane limitata ad ambiti specialistici. Il testo, corredato da numerose immagini, permette di conoscere gli aspetti storici, organizzativi ed imprenditoriali delle Ferriere calabresi.
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 Spartito dell'Inno del Re
Lo spartito dell'Inno delle Due Sicilie, nella versione per banda, con l'indicazione della partitura di ciascuno strumento. L'Inno fu commissionato nel 1787 al musicista Giovanni Paisiello (1751-1825), Maestro di Camera e di Cappella di Ferdinando IV di Borbone. Il documento è costituito da quattro fogli, riprodotti in formato immagine jpg, di dimensioni agevoli per la lettura delle note. Clicca sul download e salva il file sul tuo computer. Potrai stampare le immagini direttamente o dopo averle inserite in un foglio Word.
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 Su alcune industrie del Regno di Napoli
Il mito di un Regno delle Due Sicilie essenzialmente agricolo, con un’industria appena nascente, in grave ritardo rispetto al resto d’Europa a causa della miseria diffusa e della paralizzante burocrazia borbonica, resiste caparbiamente nonostante sia stato più volte clamorosamente smentito dalla ricerca storica d’archivio, di cui il libro del prof. Gennaro De Crescenzo, Le industrie del Regno di Napoli, è un esempio prezioso. In realtà, l’economia del Regno era più che florida e in particolare l’industria era ad un livello tutt’altro che iniziale, raggiungendo in alcuni settori punte d’eccellenza, per qualità e quantità di prodotti. Per gentile concessione dell'Autore, è possibile scaricare il secondo capitolo del libro, sulle industrie alimentari e della pasta, della ceramica, del corallo, della carta, attive nel Regno delle Due Sicilie ed in cerscita fino alla conquista piementese.
Su alcune industrie del Regno di Napoli (0 ko) Scaricato 473 volte 
 Uno Stato 'borbonico'? Magari!
L'aggettivo 'borbonico' usato in senso dispregiativo, col significato di "farraginoso, inefficiente, indolente, gerarchico ecc.", viene spesso utilizzato per stigmatizzare gli aspetti peggiori dell'attuale burocrazia, senza neppure rendersi conto del paradosso che viene evocato, visto che la burocrazia è invenzione napoleonica prima e italiana dopo. Prima dell'unificazione forzata della Penisola, invece, i Napoletani, documenti alla mano, erano “in possesso dei migliori ordinamenti. Che i nostri ordini amministrativi fossero eccellenti e per alcuni particolari superiori anche ai francesi lo hanno dimostrato parecchi nostri scrittori né lo contrastano i francesi stessi” e lo stesso si poteva dire per “gli ordini finanzieri”, per “la nostra procedura penale”, per “i temperamenti della pubblica istruzione”, per “gli ordini della magistratura” come per la “completa legislazione per la pubblica beneficenza”. Per sfatare il resistente luogo comune sull'amministrazione dello Stato borbonico, l'Editoriale Il Giglio mette a disposizione il testo della relazione tenuta dal prof. Gennaro De Crescenzo al convegno per la "Festa Onomastica di S.M. Ferdinando II di Borbone", svolto a Gaeta il 3 giugno 2000.
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02 - Sfondi per il desktop
02 - Sfondi per il desktop
 Bandiera Colonnella
Bandiera colonnella. Riproduzione eseguita dal dott. Luigi Andreozzi Romano de Colonna, appassionato ricercatore ed esperto, che ha concesso gentilmente l'immagine. Per averla sul desktop del tuo computer clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Ferdinando II
Uno dei più bei ritratti di Ferdinando II di Borbone, del 1830 circa, all'inizio del suo regno. Puoi averla sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Ferdinando II - 2
Un ritratto artistico di Ferdinando II nell'interpretazione originale del prof. Cosimo Cucinotta, eseguito a china. Puoi averlo sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer. Invece, utilizzando l'opzione Salva immagine con nome, potrai stamparla adattandola alla misura del foglio per incorniciarla.
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 Ferdinando II - 3
Figurino in divisa militare di Ferdinando II (1828). Immagine gentilmente concessa dal dott. Luigi Andreozzi Romano di Colonna. Puoi averlo sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Francesco II
Scarica l'immagine ufficiale di Francesco II di Borbone, ultimo re delle Due Sicilie. Puoi averla sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Francesco II - 2
Una delle foto più rare di Francesco II, in divisa militare, del 1861. Puoi averla sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
Francesco II - 2 (0 ko) Scaricato 297 volte 
 Francesco II - 3
Uno dei ritratti più conosciuti di Francesco II di Borbone. Puoi avere l'immagine sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo: apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer. Oppure salvala con l'opzione Salva immagine con nome: sarà collocata nella cartella Documenti/immagini.
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 Francesco II - 4
Ritratto di Francesco II (1860 circa). Immagine gentilmente concessa dal dott. Luigi Andreozzi Romano di Colonna. Puoi averlo sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 L'autografo di Ferdinando II
La firma autografa di S. M. il re Ferdinando II di Borbone Due Sicilie. Tratta da una patente di nomina al grado di Capitano dell’Esercito delle Due Sicilie, rilasciata l’ 1 Febbraio 1835 all’ufficiale Domenico Ciccarelli. Cortesemente concessa al Giglio dall'amico Ciro La Rosa, appassionato ricercatore di storia patria, dal proprio archivio personale. Puoi averla sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Re Carlo
Un bellissimo medaglione raffigurante Carlo di Borbone in età giovanile, eseguito in terracotta (altezza 16,5 cm) da Giovan Battista Nini, conservato nel castello di Chaumont-sur-Loire (Francia). Immagine gentilmente concessa dal dott. Luigi Andreozzi Romano de Colonna, appassionato ricercatore ed esperto. Per averla sul desktop del tuo computer clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Stemma del Regno delle Due Sicilie 01
Scarica l'immagine dello stemma del Regno delle Due Sicilie. Puoi averla sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Stemma delle Due Sicilie di Ferdinando IV
Stemma delle Due Sicilie adottato da Ferdinando IV (1751-1825), ricostruito dallo studio dei sigilli ufficiali conservati presso l'Archivio di Stato di Napoli dal dott. Luigi Andreozzi Romano de Colonna, appassionato ricercatore ed esperto, che ha concesso gentilmente l'immagine. Per averla sul desktop del tuo computer clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Stemma delle Due Sicilie di Re Carlo
Stemma delle Due Sicilie adottato da Carlo di Borbone (1716-1788), ricostruito dallo studio dei sigilli ufficiali conservati presso l'Archivio di Stato di Napoli dal dott. Luigi Andreozzi Romano de Colonna, appassionato ricercatore ed esperto, che ha concesso gentilmente l'immagine. Per averla sul desktop del tuo computer clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Ultimi Sovrani
La foto originale degli ultimi Sovrani del Regno delle Due Sicilie, Francesco II e Maria Sofia, scattata nel 1865, durante l'esilio romano. Puoi averla sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Un "progresso" minaccioso
Riproduciamo per i nostri lettori, la vignetta del disegnatore Alfio Krancic, creata espressamente per la rivista tradizionalista napoletana L’Alfiere e pubblicata nel 2001. L’immagine ricorda un celebre episodio che vide protagonista il Re Ferdinando II ed i liberali Mancini e Pisanelli. Ai due, che gli si rivolgevano con una delle frasi fatte della propaganda liberale: “Il progresso, Sire, è un gladio che incalza sovrani e popoli…”, il re Ferdinando II rispose serafico che quel progresso “Sapeva troppo di coltello”, cioè era una minaccia alla quale non intendeva piegarsi. Puoi salvarla sul tuo computer e stamparla oppure puoi inserirla sul desktop: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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 Viva 'o Rre
La bellissima riproduzione della bandiera delle Due Sicilie opera dell'amico dott. Vincenzo Amorosi, di Torre Annuziata (NA), che con grande generosità e simpatia l'ha messa a disposizione de Il Giglio. Puoi averla sul desktop del tuo computer: clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine; poi clicca sull'immagine col tasto destro del mouse e scegli l'opzione Imposta come sfondo. Apparirà automaticamente come sfondo del tuo computer.
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03 - Sfondi animati
03 - Sfondi animati
 Bandiera delle Due Sicilie
Fai sventolare la bandiera del Regno delle Due Sicilie. Apri il download e salvalo sul tuo computer scegliendo l'opzione SALVA CON NOME con il tasto destro del mouse (si inserirà automaticamente nella cartella IMMAGINI di DOCUMENTI, con il nome "bandiera.gif"). Puoi inviarla ai tuoi amici per email, oppure inserirla sul desktop seguendo questo percorso: clicca col tasto destro del mouse sul desktop e scegli l'opzione PROPRIETA'; nella finestra che si aprirà, vai su DESKTOP, premi SFOGLIA e richiama l'immagine dalla cartella dove l'hai salvata; imposta la POSIZIONE "al centro" e scegli tu il COLORE dello sfondo intorno all'immagine; infine, clicca su APPLICA e poi su OK.
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 Fedeltà alla tradizione: Gaeta
La bandiera delle Due Sicilie sventola di nuovo sulle fortezze! La bandiera borbonica sulla fortezza di Gaeta! E' la prima delle tre fortezze del Regno, seguiranno poi Messina e Civitella del Tronto. Apri il download e salvalo sul tuo computer scegliendo l'opzione SALVA CON NOME con il tasto destro del mouse (si inserirà automaticamente nella cartella IMMAGINI di DOCUMENTI, con il nome "Fortezza_di_Gaeta.gif"). Puoi inviarla agli amici via email, oppure puoi averla sul desktop seguendo questo percorso: clicca col tasto destro del mouse sul desktop e scegli l'opzione PROPRIETA'; nella finestra che si aprirà, vai su DESKTOP, premi SFOGLIA e richiama l'immagine dalla cartella dove l'hai salvata; imposta la POSIZIONE "al centro" e scegli tu il COLORE dello sfondo intorno all'immagine; infine, clicca su APPLICA e poi su OK.
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 Stemma animato del Regno delle Due Sicilie 01
Si tratta di una sequenza animata dello stemma del Regno delle Due Sicilie. Apri il download e salvalo sul tuo computer scegliendo l'opzione SALVA CON NOME con il tasto destro del mouse (si inserirà automaticamente nella cartella IMMAGINI di DOCUMENTI, con il nome "Stemmaanimato.gif"). Puoi inviare la sequenza ai tuoi amici per email, oppure inserirla sul desktop seguendo questo percorso: clicca col tasto destro del mouse sul desktop e scegli l'opzione PROPRIETA'; nella finestra che si aprirà, vai su DESKTOP, premi SFOGLIA e richiama l'immagine dalla cartella dove l'hai salvata; imposta la POSIZIONE "al centro" e scegli tu il COLORE dello sfondo intorno all'immagine; infine, clicca su APPLICA e poi su OK.
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04 - Sfondi per cellulari
04 - Sfondi per cellulari
 Stemma del Regno delle Due Sicilie - wallpaper
Lo stemma del Regno a colori sullo schermo del tuo telefonino! Clicca sul download e attendi l'apertura dell'immagine. Clicca con il tasto destro del mouse e scegli l'opzione SALVA CON NOME (sarà scaricata direttamente nella cartella IMMAGINI di DOCUMENTI, con il nome "wallpaperstemma.jpg"), poi inviala al tuo cellulare con il cavetto di collegamento. Dopo potrai inviarla a tutti i cellulari abilitati a ricevere MSM. Le misure dell'immagine sono adattate ai modelli più diffusi di cellulari.
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05 - Musiche
05 - Musiche
 Inno del Re versione classica
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L'Inno del Re fu commissionato nel 1787 al musicista Giovanni Paisiello (1751-1825), Maestro di Cappella di Ferdinando IV di Borbone. Benché sia più nota la sola versione strumentale, vi erano aggiunti dei versi utilizzati durante le cerimonie ufficiali. Ritrovato durante i lavori di sistemazione dell'Archivio del Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli, il testo non è stato divulgato per molto tempo. Nel 2008, dopo un attento lavoro di ricerca filologica e musicale, l'Editoriale Il Giglio ha pubblicato il primo cd esistente con la versione cantata dell'Inno del Re. La pubblicazione curata dell’Editoriale Il Giglio, dunque, oltre a restituire un granello di storia della nostra terra e un simbolo forte dell’identità dei popoli Meridionali, assume anche un indubbio valore culturale, con la rivalutazione di quella tradizione musicale napoletana celebre nel mondo. E in quest'ottica, l’esecuzione è stata affidata ad una compagine musicale tutta del Sud, Nuove Armonie Ensemble, diretto dal Maestro Ida Tramontano e composto da quartetto d’archi, organo, tromba, coro e soprano. [Vai alla pagina dell’Inno à] La versione dell'Inno disponibile in questa pagina è per banda (durata di 1':59''), in formato mp3. Può essere salvata direttamente sul computer: attendi che l'Inno vada automaticamente in esecuzione e poi salvalo attraverso la funzione "Salva con nome" del menu "File" del lettore di suoni del tuo computer (di solito è Windows Media Play). Mediante l'apposito cavetto di collegamento, potrai anche riversarlo su lettori mp3 e su cellulari predisposti per questa funzione.
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 Quando nascette Ninno
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I due canti presentati (vedi download precedente) sono classici della tradizione natalizia scritti da sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787), il più napoletano dei nostri Santi. Quando nascette Ninno e Tu scendi dalle stelle sono tra le maggiori e più conosciute espressioni di quella fede popolare ma fortemente radicata nella buona dottrina che fu il risultato dell’opera del santo predicatore e teologo, che si dedicò in particolar modo alle classi più umili con l’insegnamento delle Cappelle serotine. La predicazione di Sant’Alfonso è riconosciuta tra gli elementi fondamentali che frenarono la penetrazione degli errori illuministici nel Regno e che permisero la vittoriosa opposizione popolare contro l’invasione francese del 1799 e la repubblica giacobina.
I canti sono eseguiti dal Coro Polifonico Arcivescovile "San Leucio", diretto dal M° Emma Chirilli. Il Coro, fondato nel 1993 per iniziativa di Monsignor Settimio Todisco, allora Arcivescovo di Brindisi ed Ostuni, per animare le funzioni nella Cattedrale, è composto da circa 65 elementi, cultori del bel canto non professionisti ed ha riscosso grande consenso di pubblico in diverse occasioni, offrendo un repertorio prevalentemente sacro-liturgico, anche con accompagnamento strumentale da camera. Deve il suo nome a San Leucio (II sec. d. C.), primo Vescovo della città salentina, il cui culto si diffuse in tutto il Sud e soprattutto in Campania. San Leucio è patrono dell’omonima Real Colonia borbonica in provincia di Caserta.
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 Tu scendi dalle stelle
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I due canti presentati (vedi download precedente) sono classici della tradizione natalizia scritti da sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787), il più napoletano dei nostri Santi. Quando nascette Ninno e Tu scendi dalle stelle sono tra le maggiori e più conosciute espressioni di quella fede popolare ma fortemente radicata nella buona dottrina che fu il risultato dell’opera del santo predicatore e teologo, che si dedicò in particolar modo alle classi più umili con l’insegnamento delle Cappelle serotine. La predicazione di Sant’Alfonso è riconosciuta tra gli elementi fondamentali che frenarono la penetrazione degli errori illuministici nel Regno e che permisero la vittoriosa opposizione popolare contro l’invasione francese del 1799 e la repubblica giacobina.
I canti sono eseguiti dal Coro Polifonico Arcivescovile "San Leucio", diretto dal M° Emma Chirilli. Il Coro, fondato nel 1993 per iniziativa di Monsignor Settimio Todisco, allora Arcivescovo di Brindisi ed Ostuni, per animare le funzioni nella Cattedrale, è composto da circa 65 elementi, cultori del bel canto non professionisti ed ha riscosso grande consenso di pubblico in diverse occasioni, offrendo un repertorio prevalentemente sacro-liturgico, anche con accompagnamento strumentale da camera. Deve il suo nome a San Leucio (II sec. d. C.), primo Vescovo della città salentina, il cui culto si diffuse in tutto il Sud e soprattutto in Campania. San Leucio è patrono dell’omonima Real Colonia borbonica in provincia di Caserta.
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06 - Documenti di storia
06 - Documenti di storia
 Garibaldi, l'esoterismo e le sette
Il testo della relazione tenuta agli Amici de Il Giglio dalla prof. Antonella Grippo, esperta di esoterismo, sull'inconfutabile appartenenza massonica di Garibaldi, le sue implicazioni esoteriche e le ripercussioni sulle vicende risorgimentali.
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 Garibaldi: l'eroe fasullo dell'Italia laica e anticristiana
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Il 2007 è stato l’anno bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. Tutte le Istituzioni italiane, nazionali e locali, hanno concorso sollecitamente a "celebrare" l'evento, dando per scontato che non si potesse fare altro, stante il fatto che Garibaldi sarebbe universalmente riconosciuto come eroe per antonomasia. Ciò nonostante le celebrazioni sono fallite. Invece, grazie a studiosi in gran parte non accademici, piccoli editori militanti, siti Internet e giornali locali, e a tante singole persone che hanno diffuso libri e articoli tra amici e conoscenti e hanno promosso incontri d’animazione, il bicentenario ha finito per trasformarsi in una anti-celebrazione ed è divenuto l’occasione per un’opera di contro-informazione su Garibaldi e sulle Due Sicilie che ha prevalso sulla propaganda ufficiale, nonostante la disparità di mezzi, ed ha reso evidente che il “mito” di Garibaldi ormai non regge più, non riesce più a svolgere la funzione ideologica per la quale fu costruito. È stato così svelato il Garibaldi massone, ateo, schiavista, forse satanista e uxoricida, certamente strumento della rivoluzione portata in un Regno pacifico e dello scempio di un popolo e della sua identità. Il testo che mettiamo a disposizione dei lettori è la relazione di apertura del convegno di chiusura delle anti-celebrazioni, tenuto a Napoli, il 14 dicembre 2007, con l’eloquente titolo “Ma quale eroe … per farla finita con Garibaldi”, che ha tracciato il bilancio, più che positivo, delle attività svolte dal Comitato per la Verità Storica, guida dell’opera di contro-informazione. Ne è autore Guido Vignelli, vicepresidente del Centro Culturale Lepanto, collaboratore di diverse riviste e giornali, ed autore di numerosi articoli e libri.
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 Il Portogallo di fronte alla Rivoluzione
«La società portoghese si allontanò dalle antiche norme che la reggevano, ben coerenti con il diritto naturale. E la tragedia più grande è che il male attraversa le frontiere. Oggi il mondo si nutre dell’illusione che il comunismo - la conclusione più logica del processo liberale – sia definitivamente sepolto. E non si accorge che quel comunismo, bersaglio di avidi finanzieri e così temuto da una borghesia sempre desiderosa di calma e tranquillità, è stato sepolto nelle sembianze di un manichino che raffigura quel modello di comunismo che si dà per morto e sepolto. Questa messa in scena viene rappresentata ripetendo formule che altro non sono, in realtà, che l’esaltazione dei sofismi dai quale nacque il preteso defunto. E tagliare il ramo lasciando nel suolo le radici dell’albero è una semplice potatura della pianta, che alla fine la rinvigorisce. Il cammino della storia è un percorso lungo. Ma l’uomo, con la sua limitata capacità di comprensione, tende ad assolutizzare il presente ed a concentrarvisi senza osservare progressi e cadute del passato. Trascurando il dato reale degli sconvolgimenti del passato non riesce ad intuire il futuro con quella approssimazione minima che è dovuta alla incertezza che accompagna tutto quanto è contingente, e soprattutto alla volontà di Dio dal quale dipende la decisione ultima su tutto ciò che avviene.» L’articolo di Joaquim Maria Cymbron, animatore del Movimento Legitimista Português, dal titolo originale Liberdade revolucionaria e a situaçao de Portugal, (traduzione e titolo della redazione), traccia un excursus della crisi sociale e politica del Portogallo e indica la via del riscatto per la grande Nazione lusitana.
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 La leggenda nera contro la Spagna
Isabella di Castiglia e Fernando di Aragona completarono la Riconquista, liberando definitivamente la penisola iberica dal dominio musulmano che vi aveva dominato per sette secoli; resero possibile l’impresa di Colombo, unendo al mondo e alla cristianità le Americhe; diedero configurazione a quel regno delle Spagne che diventerà la maggiore potenza europea. Nella vulgata storica, invece, sono ricordati come i Re della persecuzione contro gli Ebrei, dei feroci conquistadores, della sanguinaria Inquisizione di Torquemada. Nell'articolo che presentiamo, Mons. Ignacio Barreiro, direttore dell’ufficio romano di Human Life International ed autore di numerosi interventi sulla stampa cattolica tradizionalista, dimostra che queste accuse sono basate su eventi ingigantiti fuor di misura, mal interpretati o totalmente falsi. La demonizzazione della Spagna, strategia subita anche da altri Paesi come l’Irlanda, la Polonia e quello che fu il Regno delle Due Sicilie, mira ad instillare nei popoli cattolici sentimenti di vergogna per il proprio passato, con lo scopo di portarli a dubitare della propria identità e della propria fede. L’articolo è stato pubblicato su The Latin Mass. The journal of Catholic Culture and Tradition, vol. 14, n. 3 – Summer 2005.
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 Le radici dell'Europa le ragioni del suo futuro
Incapace di trovare valori condivisi, lontana dai popoli che la compongono, dibattuta tra il proprio retaggio storico, evidente fin nelle pietre delle strade, e l'influenza delle correnti rivoluzionarie che hanno segnato profondamente il corso degli ultimi due secoli e dalle quali sono nate le ideologie del Novecento, per continuare a vivere e ad essere l'Europa non ha altra scelta: ritrovare la propria identità comune nella radice cristiana. Le ragioni di questa scelta nella relazione del prof. Guido Vignelli, alla conferenza di apertura del Seminario permanente di studio dei testi di San Tommaso d'Aquino (anno 2006-07), organizzato a Napoli dal Centro di Studi Tomistici e di Relazioni Culturali.
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07 - Dottrina
07 - Dottrina
 Il Santo Rosario e altre preghiere in latino
La devozione alla Vergine Maria è una delle più antiche ed indiscusse della tradizione cattolica. La corona del Rosario era nelle mani dei missionari che partivano per portare il Vangelo e la civiltà cristiana nel mondo; era nelle mani dei Libanesi che resistevano alla conquista islamica e in quelle dei Vandeani che si opponevano alla rivoluzione francese. All’intercessione della Madonna del Rosario, la Cristianità tutta attribuì la vittoria di Lepanto, che permise all’Europa di conservare la propria identità. Con questo opuscolo, Fraternità Cattolica ripropone nella loro forma più tradizionale, in latino, il Rosario ed altre preghiere della devozione alla Vergine Maria, nella convinzione che esse siano pietre angolari di quella riforma personale che è il punto di partenza per ricostruire la verità di tutte le cose e per combattere “la battaglia delle idee” sul piano culturale e sociale, al fine di «instaurare omnia in Christo […] anche ciò che da quella divina missione spontaneamente deriva, la civiltà cristiana nel complesso di tutti e singoli gli elementi che la costituiscono» (S. Pio X, Enc. Il fermo proposito, 1905).
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 L'Immacolata Concezione un dogma contro gli errori dell'età moderna
La relazione tenuta dal prof. Vignelli al convegno L'Immacolata Concezione e la Dottrina sociale della Chiesa, organizzato da Fraternità Cattolica e svolto a Napoli, il 20 maggio 2005, nella Sala delle Conferenze di San Domenico Maggiore. Il prof. Vignelli spiega la valenza sociale del dogma che combatte gli errori e le "idolatrie" della modernità, come il naturalismo, il razionalismo, il liberalismo e l'antropocentrismo.
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 Vere dignum. La celebrazione della Messa tradizionale
A partire dal 14 settembre 2007, festa dell’Esaltazione della Santa Croce, S.S. Benedetto XVI ha stabilito che la Santa Messa potrà essere celebrata secondo il rito romano antico, conosciuto anche come rito tridentino, in latino, senza alcuna restrizione. Per celebrare l’importanza dell’evento, Fraternità Cattolica, in collaborazione con la sezione napoletana di Una Voce, associazione per la salvaguardia della liturgia latino-gregoriana, mette a disposizione dei visitatori di questo sito l’opuscolo Vere Dignum. La celebrazione della Messa tradizionale.
Esso presenta il testo integrale dell’Ordinario della Messa tradizionale, tratto dal Messale Romano Quotidiano, nell’edizione tipica del 1962, in latino con traduzione a fronte, corredato da brevi commenti alle diverse parti del rito e dalle indicazioni principali per seguire agevolmente la celebrazione nel modo corretto. Una introduzione teologica sul significato del Sacrificio eucaristico ed un articolo di Riccardo Turrini Vita, presidente di Una Voce Italia, che ricostruisce il lungo percorso che va dalla riforma liturgica del 1969 alla pubblicazione della Summorum Pontificum (7 luglio 2007), completano il fascicolo. Vere Dignum vuole essere uno strumento semplice e di immediato utilizzo per riavvicinarsi alla celebrazione della Messa tridentina, oggi poco conosciuta dalla maggioranza dei fedeli, e per riscoprire la solennità, la profondità spirituale e il senso del sacro che da essa promanano, certamente favoriti dall’uso del latino e del canto gregoriano, ma determinati da elementi rituali che trascendono queste caratteristiche più evidenti.
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 Via Crucis di S. Alfonso Maria de' Liguori
Santo napoletano per eccellenza, la cui devozione è diffusa in tutto il Sud, Sant'Alfonso Maria de' Liguori rappresenta nel più alto grado la spiritualità, la sensibilità, la profondità dell'identità religiosa e culturale delle popolazioni meridionali. Autore di un’imponente mole di opere teologiche, ascetiche e dogmatiche, Sant’Alfonso scrisse anche numerosi testi di preghiera tra i quali la Via Crucis che proponiamo ai nostri lettori, predisposta per essere stampata in forma di opuscolo, per renderne più facile l’uso.
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 Visite al SS. Sacramento e a Maria SS.ma
Santo napoletano per eccellenza, la cui devozione è diffusa in tutto il Sud, Sant'Alfonso Maria de' Liguori rappresenta nel più alto grado la spiritualità, la sensibilità, la profondità dell'identità religiosa e culturale delle popolazioni meridionali. Autore di un’imponente mole di opere teologiche, ascetiche e dogmatiche, Sant’Alfonso scrisse anche numerosi testi di preghiera tra i quali le Visite al SS. Sacramento e a Maria SS.ma che proponiamo ai nostri lettori, predisposte per essere stampate in forma di opuscolo, per renderne più facile l’uso.
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08 - Controinformazione
08 - Controinformazione
 American beauty
Il film, vincitore di 7 oscar, fu considerato tra le più lucide ed esplicite analisi della società americana contemporanea. Ma, oltre ad esprimere contenuti per molti versi inaccettabili dal punto di vista morale, oltre a rappresentare droga e suicidio come salvifiche vie d’uscita dalla tragedia della quotidianità, veicola simboli e concetti esoterici che lo collocano immediatamente nel filone della cultura neo-gnostica. Scarica la relazione della prof. Antonella Grippo, esperta di esoterismo, tenuta il 6 marzo 2003 per gli Amici di Fraternità Cattolica.
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 Harry Potter l'inganno dietro il fenomeno mediatico
Harry Potter, vero è proprio fenomeno mediatico - del prossimo libro sono state stampate 11 milioni di copie - presenta fortissime ambiguità sul piano morale, rappresentando un mondo parallelo a quello reale fondato sulla magia e sulle arti esoteriche. Fenomeno da analizzare con attenzione, dunque, soprattutto perchè si rivolge ad un pubblico essenzialmente composto da bambini ed adolescenti, quindi più facilmente influenzabile. La relazione della prof. Antonella Grippo, esperta di esoterismo, prende in esame tutti gli elementi, in apparenza innocui, che fanno della saga di Harry Potter un inquietante percorso iniziatico alla magia.
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 Il Codice da Vinci
Il testo dell'incontro tenuto dalla prof. Antonella Grippo, esperta di esoterismo, su Il Codice da Vinci, romanzo pubblicato di recente e divenuto un best seller mondiale da 48 milioni di copie. L'ipotesi che il libro propone è completamente falsa, oltre che blasfema, ma costruita in modo tale da ingannare tanti ignari lettori, anche cattolici. La prof. Grippo analizza il testo, non solo rilevando le falsità storiche e religiose che contiene ma svelando anche i retroscena di un successo creato a tavolino.
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 Il grido silenzioso di Nathanson
Il dott. Bernard Nathanson, famoso ginecologo di New York, può essere considerato tra i padri della legge, del 1973, che liberalizzò l’aborto negli Stati Uniti. Poco tempo dopo, applicando le tecniche ecografiche durante un intervento, rimase profondamente sconvolto dall’orrenda realtà dell’aborto. Da allora, Nathanson non ha mai più praticato aborti ed è divenuto un testimone della battaglia per la vita. La registrazione di quell’ecografia ha fatto il giro del mondo con il titolo Il grido silenzioso, dimostrando con l’inoppugnabilità delle immagini che l’aborto è un omicidio. Ringraziamo il movimento dei Papaboys per aver messo a disposizione di tutti il video digitalizzato. Argomento ed immagini contenute sono inadatte ad un pubblico immaturo o impressionabile.
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 Storia di un genocidio ideologico
Tra il 1943 e il 1948, in Istria e Dalmazia, si compì la tragedia delle foibe, le cavità carsiche profonde fino a 200 metri nelle quali i titini, rivoluzionari comunisti agli ordini di Josip Broz Tito, scaraventarono migliaia di uomini e donne italiani, legati tra loro con filo spinato. Una sventagliata di mitra uccideva i primi della fila ed il peso dei loro corpi trascinava nelle voragini tutti gli altri, ancora vivi. La morte giungeva soltanto dopo lunghe ed atroci sofferenze. Per decenni le atrocità delle foibe sono state negate ed insieme al conseguente esodo del 90% degli italiani d’Istria e Dalmazia hanno rappresentato un buco nero nella storia più recente d’Italia. Cancellata dai libri di scuola, celata al grande pubblico, divenuta tabù per gli studiosi, l'intera vicenda è rimasta sotto la pesante cappa dell’egemonia culturale della sinistra. Narrarla oggi è un doveroso tributo di giustizia: lo abbiamo fatto attraverso le parole di due testimoni.
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 The Passion of the Christ
Il capolavoro di Mel Gibson, la cui forza espressiva ed evocativa ha provocato una vera e propria “scossa spirituale” con inimmaginabili effetti positivi, comprese numerose conversioni, ed ha scatenato furiose reazioni degli ambienti anticristiani. Di questo film Giovanni Paolo II disse “Racconta quel che è stato”. Scarica la guida al film preparata da Fraternità Cattolica.
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09 - Formazione
09 - Formazione
 A/1 - Il protestantesimo alle origini della modernità
Le molteplici forme di negazione e di disgregazione che caratterizzano la società e la cultura del nostro tempo sono diversi aspetti di un unico processo che condiziona ormai da cinque secoli la storia dell’Occidente: la Rivoluzione. Tale processo, adattando la propria marcia ai tempi e ai luoghi in cui si va svolgendo, ha l’unico obiettivo di cancellare quell’ordine naturale che è inscritto nelle cose e nell’uomo, per costruire “un mondo e un uomo nuovi”. «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale […]. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. […] Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come i principali responsabili della minaccia che incombe sull’umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio». (Pio XII, discorso Nel contemplare, del 12.10.1952)
I testi qui presentati [1-8] sono le sintesi delle relazioni tenute nell’ambito del seminario di formazione Alle radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global, svolto dall’associazione civico-culturale Fraternità Cattolica, tra marzo e giugno 2006.
Il seminario ha presentato sinteticamente i caratteri storici e concettuali essenziali del processo rivoluzionario, per fornire gli strumenti necessari a coglierne la logica interna e l’unità. Comprendere le radici della crisi contemporanea vuol dire, infatti, essere in condizione di effettuare una “diagnosi” adeguata del disordine penetrato nella società, nella famiglia, nell’uomo stesso, premessa indispensabile di ogni autentica “terapia” che deve essere anzitutto di ordine intellettuale e spirituale.
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 A/2 - Le conseguenze del protestantesimo sul piano politico
Le molteplici forme di negazione e di disgregazione che caratterizzano la società e la cultura del nostro tempo sono diversi aspetti di un unico processo che condiziona ormai da cinque secoli la storia dell’Occidente: la Rivoluzione. Tale processo, adattando la propria marcia ai tempi e ai luoghi in cui si va svolgendo, ha l’unico obiettivo di cancellare quell’ordine naturale che è inscritto nelle cose e nell’uomo, per costruire “un mondo e un uomo nuovi”. «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale […]. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. […] Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come i principali responsabili della minaccia che incombe sull’umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio». (Pio XII, discorso Nel contemplare, del 12.10.1952)
I testi qui presentati [1-8] sono le sintesi delle relazioni tenute nell’ambito del seminario di formazione Alle radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global, svolto dall’associazione civico-culturale Fraternità Cattolica, tra marzo e giugno 2006.
Il seminario ha presentato sinteticamente i caratteri storici e concettuali essenziali del processo rivoluzionario, per fornire gli strumenti necessari a coglierne la logica interna e l’unità. Comprendere le radici della crisi contemporanea vuol dire, infatti, essere in condizione di effettuare una “diagnosi” adeguata del disordine penetrato nella società, nella famiglia, nell’uomo stesso, premessa indispensabile di ogni autentica “terapia” che deve essere anzitutto di ordine intellettuale e spirituale.
A/2 - Le conseguenze del protestantesimo sul piano politico (0 ko) Vedere, poi salvare 
 A/3 - La Rivoluzione francese come tappa del processo rivoluzionario
Le molteplici forme di negazione e di disgregazione che caratterizzano la società e la cultura del nostro tempo sono diversi aspetti di un unico processo che condiziona ormai da cinque secoli la storia dell’Occidente: la Rivoluzione. Tale processo, adattando la propria marcia ai tempi e ai luoghi in cui si va svolgendo, ha l’unico obiettivo di cancellare quell’ordine naturale che è inscritto nelle cose e nell’uomo, per costruire “un mondo e un uomo nuovi”. «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale […]. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. […] Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come i principali responsabili della minaccia che incombe sull’umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio». (Pio XII, discorso Nel contemplare, del 12.10.1952)
I testi qui presentati [1-8] sono le sintesi delle relazioni tenute nell’ambito del seminario di formazione Alle radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global, svolto dall’associazione civico-culturale Fraternità Cattolica, tra marzo e giugno 2006.
Il seminario ha presentato sinteticamente i caratteri storici e concettuali essenziali del processo rivoluzionario, per fornire gli strumenti necessari a coglierne la logica interna e l’unità. Comprendere le radici della crisi contemporanea vuol dire, infatti, essere in condizione di effettuare una “diagnosi” adeguata del disordine penetrato nella società, nella famiglia, nell’uomo stesso, premessa indispensabile di ogni autentica “terapia” che deve essere anzitutto di ordine intellettuale e spirituale.
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 A/4 - Il liberalismo
Le molteplici forme di negazione e di disgregazione che caratterizzano la società e la cultura del nostro tempo sono diversi aspetti di un unico processo che condiziona ormai da cinque secoli la storia dell’Occidente: la Rivoluzione. Tale processo, adattando la propria marcia ai tempi e ai luoghi in cui si va svolgendo, ha l’unico obiettivo di cancellare quell’ordine naturale che è inscritto nelle cose e nell’uomo, per costruire “un mondo e un uomo nuovi”. «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale […]. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. […] Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come i principali responsabili della minaccia che incombe sull’umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio». (Pio XII, discorso Nel contemplare, del 12.10.1952)
I testi qui presentati [1-8] sono le sintesi delle relazioni tenute nell’ambito del seminario di formazione Alle radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global, svolto dall’associazione civico-culturale Fraternità Cattolica, tra marzo e giugno 2006.
Il seminario ha presentato sinteticamente i caratteri storici e concettuali essenziali del processo rivoluzionario, per fornire gli strumenti necessari a coglierne la logica interna e l’unità. Comprendere le radici della crisi contemporanea vuol dire, infatti, essere in condizione di effettuare una “diagnosi” adeguata del disordine penetrato nella società, nella famiglia, nell’uomo stesso, premessa indispensabile di ogni autentica “terapia” che deve essere anzitutto di ordine intellettuale e spirituale.
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 A/5 - Il comunismo
Le molteplici forme di negazione e di disgregazione che caratterizzano la società e la cultura del nostro tempo sono diversi aspetti di un unico processo che condiziona ormai da cinque secoli la storia dell’Occidente: la Rivoluzione. Tale processo, adattando la propria marcia ai tempi e ai luoghi in cui si va svolgendo, ha l’unico obiettivo di cancellare quell’ordine naturale che è inscritto nelle cose e nell’uomo, per costruire “un mondo e un uomo nuovi”. «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale […]. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. […] Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come i principali responsabili della minaccia che incombe sull’umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio». (Pio XII, discorso Nel contemplare, del 12.10.1952)
I testi qui presentati [1-8] sono le sintesi delle relazioni tenute nell’ambito del seminario di formazione Alle radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global, svolto dall’associazione civico-culturale Fraternità Cattolica, tra marzo e giugno 2006.
Il seminario ha presentato sinteticamente i caratteri storici e concettuali essenziali del processo rivoluzionario, per fornire gli strumenti necessari a coglierne la logica interna e l’unità. Comprendere le radici della crisi contemporanea vuol dire, infatti, essere in condizione di effettuare una “diagnosi” adeguata del disordine penetrato nella società, nella famiglia, nell’uomo stesso, premessa indispensabile di ogni autentica “terapia” che deve essere anzitutto di ordine intellettuale e spirituale.
A/5 - Il comunismo (0 ko) Vedere, poi salvare 
 A/6 - La mentalità comunista
Le molteplici forme di negazione e di disgregazione che caratterizzano la società e la cultura del nostro tempo sono diversi aspetti di un unico processo che condiziona ormai da cinque secoli la storia dell’Occidente: la Rivoluzione. Tale processo, adattando la propria marcia ai tempi e ai luoghi in cui si va svolgendo, ha l’unico obiettivo di cancellare quell’ordine naturale che è inscritto nelle cose e nell’uomo, per costruire “un mondo e un uomo nuovi”. «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale […]. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. […] Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come i principali responsabili della minaccia che incombe sull’umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio». (Pio XII, discorso Nel contemplare, del 12.10.1952)
I testi qui presentati [1-8] sono le sintesi delle relazioni tenute nell’ambito del seminario di formazione Alle radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global, svolto dall’associazione civico-culturale Fraternità Cattolica, tra marzo e giugno 2006.
Il seminario ha presentato sinteticamente i caratteri storici e concettuali essenziali del processo rivoluzionario, per fornire gli strumenti necessari a coglierne la logica interna e l’unità. Comprendere le radici della crisi contemporanea vuol dire, infatti, essere in condizione di effettuare una “diagnosi” adeguata del disordine penetrato nella società, nella famiglia, nell’uomo stesso, premessa indispensabile di ogni autentica “terapia” che deve essere anzitutto di ordine intellettuale e spirituale.
A/6 - La mentalità comunista (0 ko) Vedere, poi salvare 
 A/7 - La quarta rivoluzione
Le molteplici forme di negazione e di disgregazione che caratterizzano la società e la cultura del nostro tempo sono diversi aspetti di un unico processo che condiziona ormai da cinque secoli la storia dell’Occidente: la Rivoluzione. Tale processo, adattando la propria marcia ai tempi e ai luoghi in cui si va svolgendo, ha l’unico obiettivo di cancellare quell’ordine naturale che è inscritto nelle cose e nell’uomo, per costruire “un mondo e un uomo nuovi”. «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale […]. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. […] Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come i principali responsabili della minaccia che incombe sull’umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio». (Pio XII, discorso Nel contemplare, del 12.10.1952)
I testi qui presentati [1-8] sono le sintesi delle relazioni tenute nell’ambito del seminario di formazione Alle radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global, svolto dall’associazione civico-culturale Fraternità Cattolica, tra marzo e giugno 2006.
Il seminario ha presentato sinteticamente i caratteri storici e concettuali essenziali del processo rivoluzionario, per fornire gli strumenti necessari a coglierne la logica interna e l’unità. Comprendere le radici della crisi contemporanea vuol dire, infatti, essere in condizione di effettuare una “diagnosi” adeguata del disordine penetrato nella società, nella famiglia, nell’uomo stesso, premessa indispensabile di ogni autentica “terapia” che deve essere anzitutto di ordine intellettuale e spirituale.
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 A/8 - Quarta rivoluzione ed esoterismo
Le molteplici forme di negazione e di disgregazione che caratterizzano la società e la cultura del nostro tempo sono diversi aspetti di un unico processo che condiziona ormai da cinque secoli la storia dell’Occidente: la Rivoluzione. Tale processo, adattando la propria marcia ai tempi e ai luoghi in cui si va svolgendo, ha l’unico obiettivo di cancellare quell’ordine naturale che è inscritto nelle cose e nell’uomo, per costruire “un mondo e un uomo nuovi”. «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale […]. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. […] Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che noi non esitiamo ad additare come i principali responsabili della minaccia che incombe sull’umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio». (Pio XII, discorso Nel contemplare, del 12.10.1952)
I testi qui presentati [1-8] sono le sintesi delle relazioni tenute nell’ambito del seminario di formazione Alle radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global, svolto dall’associazione civico-culturale Fraternità Cattolica, tra marzo e giugno 2006.
Il seminario ha presentato sinteticamente i caratteri storici e concettuali essenziali del processo rivoluzionario, per fornire gli strumenti necessari a coglierne la logica interna e l’unità. Comprendere le radici della crisi contemporanea vuol dire, infatti, essere in condizione di effettuare una “diagnosi” adeguata del disordine penetrato nella società, nella famiglia, nell’uomo stesso, premessa indispensabile di ogni autentica “terapia” che deve essere anzitutto di ordine intellettuale e spirituale.
A/8 - Quarta rivoluzione ed esoterismo (0 ko) Vedere, poi salvare 
 B/1 - La rivoluzione francese come evento epocale
I testi presentati in questa sezione (1-8) sono le sintesi delle relazioni tenute nel seminario di formazione 2007 di Fraternità Cattolica, Le Due Sicilie tra Rivoluzione e Controrivoluzione. Ideale seguito del precedente seminario, Alle Radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global (2006), nel quale furono delineati i caratteri storici e concettuali essenziali di quel processo in atto da cinque secoli nella cultura e nella società occidentale, la Rivoluzione, che ha l’unico obiettivo di cancellare l’ordine naturale inscritto nelle cose e nell’uomo, con il fine di costruire “un mondo e un uomo nuovi”. Il seminario 2007 ha preso in esame il processo rivoluzionario che attaccò il Regno delle Due Sicilie, a partire dai circoli illuministici del 1799 fino alla tragica conclusione del 1861, con l’obiettivo di cancellare ciò che esso rappresentava nello scenario storico-politico dell’Europa degli ultimi due secoli. Infatti, il permanere di elementi peculiari del diritto naturale e cristiano nelle Istituzioni e nella società napoletane rappresentava una sfida inaccettabile per quei poteri internazionali ed occulti che miravano a trasformare la faccia del Continente per imporre un diritto ed una fede non più correlati alla natura umana e quindi, in definitiva, antiumani. Il seminario ha evidenziato la logica interna che unisce i passaggi storici esaminati, ricostruendo un quadro epocale che getta luce anche sulle conseguenze vive ancora oggi, a volte drammaticamente.
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 B/2 - L’Illuminismo e la sua penetrazione a Napoli
I testi presentati in questa sezione (1-8) sono le sintesi delle relazioni tenute nel seminario di formazione 2007 di Fraternità Cattolica, Le Due Sicilie tra Rivoluzione e Controrivoluzione. Ideale seguito del precedente seminario, Alle Radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global (2006), nel quale furono delineati i caratteri storici e concettuali essenziali di quel processo in atto da cinque secoli nella cultura e nella società occidentale, la Rivoluzione, che ha l’unico obiettivo di cancellare l’ordine naturale inscritto nelle cose e nell’uomo, con il fine di costruire “un mondo e un uomo nuovi”. Il seminario 2007 ha preso in esame il processo rivoluzionario che attaccò il Regno delle Due Sicilie, a partire dai circoli illuministici del 1799 fino alla tragica conclusione del 1861, con l’obiettivo di cancellare ciò che esso rappresentava nello scenario storico-politico dell’Europa degli ultimi due secoli. Infatti, il permanere di elementi peculiari del diritto naturale e cristiano nelle Istituzioni e nella società napoletane rappresentava una sfida inaccettabile per quei poteri internazionali ed occulti che miravano a trasformare la faccia del Continente per imporre un diritto ed una fede non più correlati alla natura umana e quindi, in definitiva, antiumani. Il seminario ha evidenziato la logica interna che unisce i passaggi storici esaminati, ricostruendo un quadro epocale che getta luce anche sulle conseguenze vive ancora oggi, a volte drammaticamente.
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 B/3 - Il 1799 Controrivouzione vittoriosa
I testi presentati in questa sezione (1-8) sono le sintesi delle relazioni tenute nel seminario di formazione 2007 di Fraternità Cattolica, Le Due Sicilie tra Rivoluzione e Controrivoluzione. Ideale seguito del precedente seminario, Alle Radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global (2006), nel quale furono delineati i caratteri storici e concettuali essenziali di quel processo in atto da cinque secoli nella cultura e nella società occidentale, la Rivoluzione, che ha l’unico obiettivo di cancellare l’ordine naturale inscritto nelle cose e nell’uomo, con il fine di costruire “un mondo e un uomo nuovi”. Il seminario 2007 ha preso in esame il processo rivoluzionario che attaccò il Regno delle Due Sicilie, a partire dai circoli illuministici del 1799 fino alla tragica conclusione del 1861, con l’obiettivo di cancellare ciò che esso rappresentava nello scenario storico-politico dell’Europa degli ultimi due secoli. Infatti, il permanere di elementi peculiari del diritto naturale e cristiano nelle Istituzioni e nella società napoletane rappresentava una sfida inaccettabile per quei poteri internazionali ed occulti che miravano a trasformare la faccia del Continente per imporre un diritto ed una fede non più correlati alla natura umana e quindi, in definitiva, antiumani. Il seminario ha evidenziato la logica interna che unisce i passaggi storici esaminati, ricostruendo un quadro epocale che getta luce anche sulle conseguenze vive ancora oggi, a volte drammaticamente.
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 B/4 - Le Istituzioni delle Due Sicilie e il liberalismo
I testi presentati in questa sezione (1-8) sono le sintesi delle relazioni tenute nel seminario di formazione 2007 di Fraternità Cattolica, Le Due Sicilie tra Rivoluzione e Controrivoluzione. Ideale seguito del precedente seminario, Alle Radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global (2006), nel quale furono delineati i caratteri storici e concettuali essenziali di quel processo in atto da cinque secoli nella cultura e nella società occidentale, la Rivoluzione, che ha l’unico obiettivo di cancellare l’ordine naturale inscritto nelle cose e nell’uomo, con il fine di costruire “un mondo e un uomo nuovi”. Il seminario 2007 ha preso in esame il processo rivoluzionario che attaccò il Regno delle Due Sicilie, a partire dai circoli illuministici del 1799 fino alla tragica conclusione del 1861, con l’obiettivo di cancellare ciò che esso rappresentava nello scenario storico-politico dell’Europa degli ultimi due secoli. Infatti, il permanere di elementi peculiari del diritto naturale e cristiano nelle Istituzioni e nella società napoletane rappresentava una sfida inaccettabile per quei poteri internazionali ed occulti che miravano a trasformare la faccia del Continente per imporre un diritto ed una fede non più correlati alla natura umana e quindi, in definitiva, antiumani. Il seminario ha evidenziato la logica interna che unisce i passaggi storici esaminati, ricostruendo un quadro epocale che getta luce anche sulle conseguenze vive ancora oggi, a volte drammaticamente.
B/4 - Le Istituzioni delle Due Sicilie e il liberalismo (0 ko) Vedere, poi salvare 
 B/5 - L'economia del Regno e gli interessi del capitalismo liberale
I testi presentati in questa sezione (1-8) sono le sintesi delle relazioni tenute nel seminario di formazione 2007 di Fraternità Cattolica, Le Due Sicilie tra Rivoluzione e Controrivoluzione. Ideale seguito del precedente seminario, Alle Radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global (2006), nel quale furono delineati i caratteri storici e concettuali essenziali di quel processo in atto da cinque secoli nella cultura e nella società occidentale, la Rivoluzione, che ha l’unico obiettivo di cancellare l’ordine naturale inscritto nelle cose e nell’uomo, con il fine di costruire “un mondo e un uomo nuovi”. Il seminario 2007 ha preso in esame il processo rivoluzionario che attaccò il Regno delle Due Sicilie, a partire dai circoli illuministici del 1799 fino alla tragica conclusione del 1861, con l’obiettivo di cancellare ciò che esso rappresentava nello scenario storico-politico dell’Europa degli ultimi due secoli. Infatti, il permanere di elementi peculiari del diritto naturale e cristiano nelle Istituzioni e nella società napoletane rappresentava una sfida inaccettabile per quei poteri internazionali ed occulti che miravano a trasformare la faccia del Continente per imporre un diritto ed una fede non più correlati alla natura umana e quindi, in definitiva, antiumani. Il seminario ha evidenziato la logica interna che unisce i passaggi storici esaminati, ricostruendo un quadro epocale che getta luce anche sulle conseguenze vive ancora oggi, a volte drammaticamente.
B/5 - L'economia del Regno e gli interessi del capitalismo liberale (0 ko) Vedere, poi salvare 
 B/6 - L'apparato industriale: il Regno che poteva essere
I testi presentati in questa sezione (1-8) sono le sintesi delle relazioni tenute nel seminario di formazione 2007 di Fraternità Cattolica, Le Due Sicilie tra Rivoluzione e Controrivoluzione. Ideale seguito del precedente seminario, Alle Radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global (2006), nel quale furono delineati i caratteri storici e concettuali essenziali di quel processo in atto da cinque secoli nella cultura e nella società occidentale, la Rivoluzione, che ha l’unico obiettivo di cancellare l’ordine naturale inscritto nelle cose e nell’uomo, con il fine di costruire “un mondo e un uomo nuovi”. Il seminario 2007 ha preso in esame il processo rivoluzionario che attaccò il Regno delle Due Sicilie, a partire dai circoli illuministici del 1799 fino alla tragica conclusione del 1861, con l’obiettivo di cancellare ciò che esso rappresentava nello scenario storico-politico dell’Europa degli ultimi due secoli. Infatti, il permanere di elementi peculiari del diritto naturale e cristiano nelle Istituzioni e nella società napoletane rappresentava una sfida inaccettabile per quei poteri internazionali ed occulti che miravano a trasformare la faccia del Continente per imporre un diritto ed una fede non più correlati alla natura umana e quindi, in definitiva, antiumani. Il seminario ha evidenziato la logica interna che unisce i passaggi storici esaminati, ricostruendo un quadro epocale che getta luce anche sulle conseguenze vive ancora oggi, a volte drammaticamente.
B/6 - L'apparato industriale: il Regno che poteva essere (0 ko) Vedere, poi salvare 
 B/7 - Le sette e la propaganda liberale nella dissoluzione delle Due Sicilie
I testi presentati in questa sezione (1-8) sono le sintesi delle relazioni tenute nel seminario di formazione 2007 di Fraternità Cattolica, Le Due Sicilie tra Rivoluzione e Controrivoluzione. Ideale seguito del precedente seminario, Alle Radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global (2006), nel quale furono delineati i caratteri storici e concettuali essenziali di quel processo in atto da cinque secoli nella cultura e nella società occidentale, la Rivoluzione, che ha l’unico obiettivo di cancellare l’ordine naturale inscritto nelle cose e nell’uomo, con il fine di costruire “un mondo e un uomo nuovi”. Il seminario 2007 ha preso in esame il processo rivoluzionario che attaccò il Regno delle Due Sicilie, a partire dai circoli illuministici del 1799 fino alla tragica conclusione del 1861, con l’obiettivo di cancellare ciò che esso rappresentava nello scenario storico-politico dell’Europa degli ultimi due secoli. Infatti, il permanere di elementi peculiari del diritto naturale e cristiano nelle Istituzioni e nella società napoletane rappresentava una sfida inaccettabile per quei poteri internazionali ed occulti che miravano a trasformare la faccia del Continente per imporre un diritto ed una fede non più correlati alla natura umana e quindi, in definitiva, antiumani. Il seminario ha evidenziato la logica interna che unisce i passaggi storici esaminati, ricostruendo un quadro epocale che getta luce anche sulle conseguenze vive ancora oggi, a volte drammaticamente.
B/7 - Le sette e la propaganda liberale nella dissoluzione delle Due Sicilie (0 ko) Vedere, poi salvare 
 B/8 - La resistenza all'unificazione: il brigantaggio
I testi presentati in questa sezione (1-8) sono le sintesi delle relazioni tenute nel seminario di formazione 2007 di Fraternità Cattolica, Le Due Sicilie tra Rivoluzione e Controrivoluzione. Ideale seguito del precedente seminario, Alle Radici della nostra crisi. La decadenza dell’Occidente da Lutero ai No-global (2006), nel quale furono delineati i caratteri storici e concettuali essenziali di quel processo in atto da cinque secoli nella cultura e nella società occidentale, la Rivoluzione, che ha l’unico obiettivo di cancellare l’ordine naturale inscritto nelle cose e nell’uomo, con il fine di costruire “un mondo e un uomo nuovi”. Il seminario 2007 ha preso in esame il processo rivoluzionario che attaccò il Regno delle Due Sicilie, a partire dai circoli illuministici del 1799 fino alla tragica conclusione del 1861, con l’obiettivo di cancellare ciò che esso rappresentava nello scenario storico-politico dell’Europa degli ultimi due secoli. Infatti, il permanere di elementi peculiari del diritto naturale e cristiano nelle Istituzioni e nella società napoletane rappresentava una sfida inaccettabile per quei poteri internazionali ed occulti che miravano a trasformare la faccia del Continente per imporre un diritto ed una fede non più correlati alla natura umana e quindi, in definitiva, antiumani. Il seminario ha evidenziato la logica interna che unisce i passaggi storici esaminati, ricostruendo un quadro epocale che getta luce anche sulle conseguenze vive ancora oggi, a volte drammaticamente.
B/8 - La resistenza all'unificazione: il brigantaggio (0 ko) Vedere, poi salvare 
 C/1 - La Rivoluzione dopo il fallimento del marxismo
“Droga, sesso e rock’n’roll” non è stata solo la bandiera degli anni ‘60, è la sintesi del programma di vita che è stato proposto alle giovani generazioni negli ultimi cinquant’anni. La dissoluzione di qualsiasi ordine interiore è l’obiettivo perseguito attraverso una battaglia culturale senza precedenti, che vede in prima linea mass-media ed intellighenzia, università e maîtres à penser, arte, scienza, moda, costume, e che ha travolto le Istituzioni civili e non di rado persino quelle religiose. La Quarta Rivoluzione, attualmente in atto, ha molte facce ma un’unica forma mentis: la prevalenza del principio del piacere, il desiderio come criterio di scelta, la concezione dell’esistenza come un susseguirsi frammentato di “attimi fuggenti”, l’assenza di progettualità, in una sorta di “pedagogia della dissoluzione”. Continuando un percorso avviato negli anni precedenti, e in concomitanza con il quarantesimo anniversario del fatidico 1968, anno in cui la Quarta Rivoluzione divenne un fenomeno globale che investì tutto l’Occidente, il Seminario 2008 di Fraternità Cattolica ha analizzato le principali caratteristiche dell’attuale fase del processo rivoluzionario, articolandosi in 6 incontri.
C/1 - La Rivoluzione dopo il fallimento del marxismo (0 ko) Vedere, poi salvare 
 C/2 - Il ‘68: la Rivoluzione nelle tendenze
“Droga, sesso e rock’n’roll” non è stata solo la bandiera degli anni ‘60, è la sintesi del programma di vita che è stato proposto alle giovani generazioni negli ultimi cinquant’anni. La dissoluzione di qualsiasi ordine interiore è l’obiettivo perseguito attraverso una battaglia culturale senza precedenti, che vede in prima linea mass-media ed intellighenzia, università e maîtres à penser, arte, scienza, moda, costume, e che ha travolto le Istituzioni civili e non di rado persino quelle religiose. La Quarta Rivoluzione, attualmente in atto, ha molte facce ma un’unica forma mentis: la prevalenza del principio del piacere, il desiderio come criterio di scelta, la concezione dell’esistenza come un susseguirsi frammentato di “attimi fuggenti”, l’assenza di progettualità, in una sorta di “pedagogia della dissoluzione”. Continuando un percorso avviato negli anni precedenti, e in concomitanza con il quarantesimo anniversario del fatidico 1968, anno in cui la Quarta Rivoluzione divenne un fenomeno globale che investì tutto l’Occidente, il Seminario 2008 di Fraternità Cattolica ha analizzato le principali caratteristiche dell’attuale fase del processo rivoluzionario, articolandosi in 6 incontri.
C/2 - Il ‘68: la Rivoluzione nelle tendenze (0 ko) Vedere, poi salvare 
 C/3 - La droga come cultura
“Droga, sesso e rock’n’roll” non è stata solo la bandiera degli anni ‘60, è la sintesi del programma di vita che è stato proposto alle giovani generazioni negli ultimi cinquant’anni. La dissoluzione di qualsiasi ordine interiore è l’obiettivo perseguito attraverso una battaglia culturale senza precedenti, che vede in prima linea mass-media ed intellighenzia, università e maîtres à penser, arte, scienza, moda, costume, e che ha travolto le Istituzioni civili e non di rado persino quelle religiose. La Quarta Rivoluzione, attualmente in atto, ha molte facce ma un’unica forma mentis: la prevalenza del principio del piacere, il desiderio come criterio di scelta, la concezione dell’esistenza come un susseguirsi frammentato di “attimi fuggenti”, l’assenza di progettualità, in una sorta di “pedagogia della dissoluzione”. Continuando un percorso avviato negli anni precedenti, e in concomitanza con il quarantesimo anniversario del fatidico 1968, anno in cui la Quarta Rivoluzione divenne un fenomeno globale che investì tutto l’Occidente, il Seminario 2008 di Fraternità Cattolica ha analizzato le principali caratteristiche dell’attuale fase del processo rivoluzionario, articolandosi in 6 incontri.
C/3 - La droga come cultura (0 ko) Vedere, poi salvare 
 C/4 - La Rivoluzione nell'arte, nella moda, nel gusto
“Droga, sesso e rock’n’roll” non è stata solo la bandiera degli anni ‘60, è la sintesi del programma di vita che è stato proposto alle giovani generazioni negli ultimi cinquant’anni. La dissoluzione di qualsiasi ordine interiore è l’obiettivo perseguito attraverso una battaglia culturale senza precedenti, che vede in prima linea mass-media ed intellighenzia, università e maîtres à penser, arte, scienza, moda, costume, e che ha travolto le Istituzioni civili e non di rado persino quelle religiose. La Quarta Rivoluzione, attualmente in atto, ha molte facce ma un’unica forma mentis: la prevalenza del principio del piacere, il desiderio come criterio di scelta, la concezione dell’esistenza come un susseguirsi frammentato di “attimi fuggenti”, l’assenza di progettualità, in una sorta di “pedagogia della dissoluzione”. Continuando un percorso avviato negli anni precedenti, e in concomitanza con il quarantesimo anniversario del fatidico 1968, anno in cui la Quarta Rivoluzione divenne un fenomeno globale che investì tutto l’Occidente, il Seminario 2008 di Fraternità Cattolica ha analizzato le principali caratteristiche dell’attuale fase del processo rivoluzionario, articolandosi in 6 incontri.
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 C/5- L'aggressione delle immagini
“Droga, sesso e rock’n’roll” non è stata solo la bandiera degli anni ‘60, è la sintesi del programma di vita che è stato proposto alle giovani generazioni negli ultimi cinquant’anni. La dissoluzione di qualsiasi ordine interiore è l’obiettivo perseguito attraverso una battaglia culturale senza precedenti, che vede in prima linea mass-media ed intellighenzia, università e maîtres à penser, arte, scienza, moda, costume, e che ha travolto le Istituzioni civili e non di rado persino quelle religiose. La Quarta Rivoluzione, attualmente in atto, ha molte facce ma un’unica forma mentis: la prevalenza del principio del piacere, il desiderio come criterio di scelta, la concezione dell’esistenza come un susseguirsi frammentato di “attimi fuggenti”, l’assenza di progettualità, in una sorta di “pedagogia della dissoluzione”. Continuando un percorso avviato negli anni precedenti, e in concomitanza con il quarantesimo anniversario del fatidico 1968, anno in cui la Quarta Rivoluzione divenne un fenomeno globale che investì tutto l’Occidente, il Seminario 2008 di Fraternità Cattolica ha analizzato le principali caratteristiche dell’attuale fase del processo rivoluzionario, articolandosi in 6 incontri.
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 C/6- La psicoanalisi come Rivoluzione in interiore homine
“Droga, sesso e rock’n’roll” non è stata solo la bandiera degli anni ‘60, è la sintesi del programma di vita che è stato proposto alle giovani generazioni negli ultimi cinquant’anni. La dissoluzione di qualsiasi ordine interiore è l’obiettivo perseguito attraverso una battaglia culturale senza precedenti, che vede in prima linea mass-media ed intellighenzia, università e maîtres à penser, arte, scienza, moda, costume, e che ha travolto le Istituzioni civili e non di rado persino quelle religiose. La Quarta Rivoluzione, attualmente in atto, ha molte facce ma un’unica forma mentis: la prevalenza del principio del piacere, il desiderio come criterio di scelta, la concezione dell’esistenza come un susseguirsi frammentato di “attimi fuggenti”, l’assenza di progettualità, in una sorta di “pedagogia della dissoluzione”. Continuando un percorso avviato negli anni precedenti, e in concomitanza con il quarantesimo anniversario del fatidico 1968, anno in cui la Quarta Rivoluzione divenne un fenomeno globale che investì tutto l’Occidente, il Seminario 2008 di Fraternità Cattolica ha analizzato le principali caratteristiche dell’attuale fase del processo rivoluzionario, articolandosi in 6 incontri.
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 D/1 - La Contro-Rivoluzione - Essenza e dinamica
Il ciclo di seminari di formazione di Fraternità Cattolica, giunto al quarto anno, ha delineato i caratteri storici e concettuali essenziali della Rivoluzione (A); ha descritto l’attacco sferrato al Regno delle Due Sicilie (B); ha evidenziato le caratteristiche dell’attuale fase della Rivoluzione (C). Infine, attraverso il pensiero di alcune delle figure più luminose degli ultimi tre secoli, ha affrontato il grande tema della Contro-Rivoluzione che «ha, come una delle sue missioni più importanti, quella di ristabilire o ravvivare la distinzione tra il bene e il male».
D/1 - La Contro-Rivoluzione - Essenza e dinamica (0 ko) Vedere, poi salvare 
 D/2 - La Contro-Rivoluzione - Joseph de Maistre
Il ciclo di seminari di formazione di Fraternità Cattolica, giunto al quarto anno, ha delineato i caratteri storici e concettuali essenziali della Rivoluzione (A); ha descritto l’attacco sferrato al Regno delle Due Sicilie (B); ha evidenziato le caratteristiche dell’attuale fase della Rivoluzione (C). Infine, attraverso il pensiero di alcune delle figure più luminose degli ultimi tre secoli, ha affrontato il grande tema della Contro-Rivoluzione che «ha, come una delle sue missioni più importanti, quella di ristabilire o ravvivare la distinzione tra il bene e il male».
D/2 - La Contro-Rivoluzione - Joseph de Maistre (0 ko) Vedere, poi salvare 
 D/3 - La Contro-Rivoluzione - Il Principe di Canosa
Il ciclo di seminari di formazione di Fraternità Cattolica, giunto al quarto anno, ha delineato i caratteri storici e concettuali essenziali della Rivoluzione (A); ha descritto l’attacco sferrato al Regno delle Due Sicilie (B); ha evidenziato le caratteristiche dell’attuale fase della Rivoluzione (C). Infine, attraverso il pensiero di alcune delle figure più luminose degli ultimi tre secoli, ha affrontato il grande tema della Contro-Rivoluzione che «ha, come una delle sue missioni più importanti, quella di ristabilire o ravvivare la distinzione tra il bene e il male».
D/3 - La Contro-Rivoluzione - Il Principe di Canosa (0 ko) Vedere, poi salvare 
 D/4 - La Contro-Rivoluzione - Juan Donoso Cortés
Il ciclo di seminari di formazione di Fraternità Cattolica, giunto al quarto anno, ha delineato i caratteri storici e concettuali essenziali della Rivoluzione (A); ha descritto l’attacco sferrato al Regno delle Due Sicilie (B); ha evidenziato le caratteristiche dell’attuale fase della Rivoluzione (C). Infine, attraverso il pensiero di alcune delle figure più luminose degli ultimi tre secoli, ha affrontato il grande tema della Contro-Rivoluzione che «ha, come una delle sue missioni più importanti, quella di ristabilire o ravvivare la distinzione tra il bene e il male».
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 D/5 - La Contro-Rivoluzione - Padre Matteo Liberatore
Il ciclo di seminari di formazione di Fraternità Cattolica, giunto al quarto anno, ha delineato i caratteri storici e concettuali essenziali della Rivoluzione (A); ha descritto l’attacco sferrato al Regno delle Due Sicilie (B); ha evidenziato le caratteristiche dell’attuale fase della Rivoluzione (C). Infine, attraverso il pensiero di alcune delle figure più luminose degli ultimi tre secoli, ha affrontato il grande tema della Contro-Rivoluzione che «ha, come una delle sue missioni più importanti, quella di ristabilire o ravvivare la distinzione tra il bene e il male».
D/5 - La Contro-Rivoluzione - Padre Matteo Liberatore (0 ko) Vedere, poi salvare 
 D/6 - La Contro-Rivoluzione - Plinio Corrêa de Oliveira
Il ciclo di seminari di formazione di Fraternità Cattolica, giunto al quarto anno, ha delineato i caratteri storici e concettuali essenziali della Rivoluzione (A); ha descritto l’attacco sferrato al Regno delle Due Sicilie (B); ha evidenziato le caratteristiche dell’attuale fase della Rivoluzione (C). Infine, attraverso il pensiero di alcune delle figure più luminose degli ultimi tre secoli, ha affrontato il grande tema della Contro-Rivoluzione che «ha, come una delle sue missioni più importanti, quella di ristabilire o ravvivare la distinzione tra il bene e il male».
D/6 - La Contro-Rivoluzione - Plinio Corrêa de Oliveira (0 ko) Vedere, poi salvare 
 Nazione, patria, identità
La relazione del prof. Miguel Ayuso Torres, della Universidad Pontificia Comillas di Madrid, tenuta al Convegno L’identità tradita. L’unificazione italiana contro la tradizione, organizzato dall’Editoriale Il Giglio e dal Movimento Neoborbonico e svolto a Napoli il 30 maggio 2008, data in cui si celebrava la festa onomastica di S. M. il re Ferdinando II. «La confusione lessicale, che scaturisce da quella concettuale e che aumenta quest’ultima, è evidente in un mondo come il nostro, che ha perso il gusto della verità ed è condizionato dalle ideologie. Il tema che affrontiamo mostra molto chiaramente la confusione che esiste, sia relativamente all’ “identità”, sia alla “nazione”. […] Non posso fare a meno di un riferimento alla penisola italiana. Priva di unità politica fino alla rivoluzione liberale, e per quanto si voglia limitare questa matrice, resta il fatto che l’Italia può esistere solo come una nazione rivoluzionaria. È figlia del Risorgimento e della sua prosecuzione che fu il fascismo. […]
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10 - Pagine scelte
10 - Pagine scelte
 Attualità: Tentati da uno spot
Le Pagine scelte sono estratti di libri di diverso argomento, sia fuori commercio che facilmente reperibili, che forniscono al lettore un quadro sintetico, ma il più completo possibile, su di un particolare tema. Spaziano tra storia, filosofia, scienza, politica, Magistero della Chiesa, attualità, per formare una piccola antologia del pensiero non omologato al relativismo culturale, con l'aiuto di autori di indiscutibile spessore, noti e meno noti, composti in agili fascicoli rilegabili. Guido Vignelli è nato a Roma nel 1954. Allievo di Augusto Del Noce, studioso di Dottrina sociale della Chiesa, autore di numerosi articoli e saggi, si dedica alla diffusione e alla difesa dei principi della civiltà cristiana. Dal 1995 dirige il progetto SOS Ragazzi, che anima e coordina la protesta delle famiglie italiane contro i danni morali e sociali prodotti da certi mass-media. Tentati da uno spot è un estratto del terzo capitolo de Il video tentatore, approfondita ricerca sulla programmazione televisiva come veicolo di una mentalità tesa alla “trasgressione” etica. Nel capitolo proposto l’autore prende in esame alcune tecniche pubblicitarie e ne svela i reali obiettivi. Leggi anche l’articolo introduttivo Il video tentatore. Come la tv induce alla trasgressione
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 Massoneria: Humanum Genus
Le Pagine scelte sono estratti di libri di diverso argomento, sia fuori commercio che facilmente reperibili, che forniscono al lettore un quadro sintetico, ma il più completo possibile, su di un particolare tema. Spaziano tra storia, filosofia, scienza, politica, Magistero della Chiesa, attualità, per formare una piccola antologia del pensiero non omologato al relativismo culturale, con l'aiuto di autori di indiscutibile spessore, noti e meno noti, composti in agili fascicoli rilegabili. Humanum genus è la Lettera Enciclica, pubblicata il 20 aprile 1884, dal Pontefice Leone XIII, il primo papa eletto dopo l'invasione dello Stato Pontificio e la presa di Roma, in cui viene condannato il relativismo filosofico e morale della massoneria.
Dello stesso autore è disponibile in questa sezione anche la Lettera Enciclica Inimica Vis. Leggi anche l'articolo introduttivo Leone XIII contro la massoneria
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 Massoneria: Il problema dell'ora presente
Le Pagine scelte sono estratti di libri di diverso argomento, sia fuori commercio che facilmente reperibili, che forniscono al lettore un quadro sintetico, ma il più completo possibile, su di un particolare tema. Spaziano tra storia, filosofia, scienza, politica, Magistero della Chiesa, attualità, per formare una piccola antologia del pensiero non omologato al relativismo culturale, con l'aiuto di autori di indiscutibile spessore, noti e meno noti, composti in agili fascicoli rilegabili. Monsignor Enrico Delassus (1836 – 1921), religioso francese e giornalista, fu dottore in teologia, canonico onorario della chiesa metropolitana di Cambrai, direttore della rivista “La semaine religieuse de Cambrai”, e fecondo autore di opere sulla massoneria, sostenendo la tesi del complotto anticristiano, e contro il modernismo religioso, politico e sociale. Fu amico di S. Pio X, che lo nominò Protonotario apostolico nel 1911. Il problema dell’ora presente. Antagonismo fra due civiltà (Roma 1907) è un corposo saggio in due volumi, nel quale l’autore espone le tesi basilari del pensiero contro-rivoluzionario sviluppate nel XIX secolo, confrontate ed integrate con il Magistero papale di Pio IX, Leone XIII e san Pio X. Nel fascicolo sono stati raccolti l’Introduzione alla prima edizione e, quasi integralmente, cinque capitoli del primo volume nei quali vengono presentati la nascita ed il funzionamento della massoneria. Leggi anche l'articolo introduttivo Il problema dell'ora presente
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 Massoneria: Inimica Vis
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Le Pagine scelte sono estratti di libri di diverso argomento, sia fuori commercio che facilmente reperibili, che forniscono al lettore un quadro sintetico, ma il più completo possibile, su di un particolare tema. Spaziano tra storia, filosofia, scienza, politica, Magistero della Chiesa, attualità, per formare una piccola antologia del pensiero non omologato al relativismo culturale, con l'aiuto di autori di indiscutibile spessore, noti e meno noti, composti in agili fascicoli rilegabili. Inimica Vis è la Lettera Enciclica, pubblicata il 20 aprile 1884, dal Pontefice Leone XIII, il primo papa eletto dopo l'invasione dello Stato Pontificio e la presa di Roma, in cui viene denunciata la strategia di penetrazione della massoneria e l'assoluta inconciliabilità tra essa e la dottrina cattolica: chi aderisce all'una entra in conflitto con l'altra.
Dello stesso autore è disponibile in questa sezione anche la Lettera Enciclica Humanum genus. Leggi anche l'articolo introduttivo Leone XIII contro la massoneria
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 Riv. Italiana: Quanta Cura e Syllabus
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Le Pagine scelte sono estratti di libri di diverso argomento, sia fuori commercio che facilmente reperibili, che forniscono al lettore un quadro sintetico, ma il più completo possibile, su di un particolare tema. Spaziano tra storia, filosofia, scienza, politica, Magistero della Chiesa, attualità, per formare una piccola antologia del pensiero non omologato al relativismo culturale, con l'aiuto di autori di indiscutibile spessore, noti e meno noti, composti in agili fascicoli rilegabili. Papa Pio IX governò la Chiesa in uno dei periodi storici più travagliati, segnato dalla nascita del regno d’Italia, l’annessione forzata del territorio dello Stato Pontificio, la conquista armata di Roma e la fine del potere temporale del Papato. Con lucidità e lungimiranza denunciò le reali intenzioni di massoni e liberali: eliminare lo Stato Pontificio per rendere prigioniera Chiesa ed impedirle di continuare la sua missione salvifica. La Quanta cura è la Lettera enciclica dell’8 dicembre 1864, contro le ideologie che la rivoluzione andava diffondendo, alla quale è aggiunto il Syllabus con gli 80 errori di liberalismo, socialismo e comunismo. Leggi anche l'articolo introduttivo Il tempo di Pio IX: la Chiesa aggredita dalla Rivoluzione
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 Riv. Italiana: Respicientes ea
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Le Pagine scelte sono estratti di libri di diverso argomento, sia fuori commercio che facilmente reperibili, che forniscono al lettore un quadro sintetico, ma il più completo possibile, su di un particolare tema. Spaziano tra storia, filosofia, scienza, politica, Magistero della Chiesa, attualità, per formare una piccola antologia del pensiero non omologato al relativismo culturale, con l'aiuto di autori di indiscutibile spessore, noti e meno noti, composti in agili fascicoli rilegabili. Papa Pio IX governò la Chiesa in uno dei periodi storici più travagliati, segnato dalla nascita del regno d’Italia, l’annessione forzata del territorio dello Stato Pontificio, la conquista armata di Roma e la fine del potere temporale del Papato. Con lucidità e lungimiranza denunciò le reali intenzioni di massoni e liberali: eliminare lo Stato Pontificio per rendere prigioniera Chiesa ed impedirle di continuare la sua missione salvifica. Respicientes ea, lettera Enciclica del 1° novembre 1870, è la lucida ricostruzione del movimento rivoluzionario italiano guidato dal regno sabaudo, delle sue strategie propagandistiche e delle aggressioni contro lo Stato Pontificio fino all’invasione di Roma, evento sacrilego che porta alla scomunica maggiore quanti vi ebbero parte. Leggi anche l'articolo introduttivo Il tempo di Pio IX: la Chiesa aggredita dalla Rivoluzione
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 Riv. Italiana: Singulari quadam
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Pagine scelte sono estratti di libri di diverso argomento, sia fuori commercio che facilmente reperibili, che forniscono al lettore un quadro sintetico, ma il più completo possibile, su di un particolare tema. Spaziano tra storia, filosofia, scienza, politica, Magistero della Chiesa, attualità, per formare una piccola antologia del pensiero non omologato al relativismo culturale, con l'aiuto di autori di indiscutibile spessore, noti e meno noti, composti in agili fascicoli rilegabili. Papa Pio IX governò la Chiesa in uno dei periodi storici più travagliati, segnato dalla nascita del regno d’Italia, l’annessione forzata del territorio dello Stato Pontificio, la conquista armata di Roma e la fine del potere temporale del Papato. Con lucidità e lungimiranza denunciò le reali intenzioni di massoni e liberali: eliminare lo Stato Pontificio per rendere prigioniera Chiesa ed impedirle di continuare la sua missione salvifica. Nella Singulari quadam, Allocuzione del 9 dicembre 1854, il Pontefice ricorda la matrice illuministica del movimento massonico e liberale che nel Piemonte orienta l’intera politica nazionale e ha messo a segno un grave colpo contro la Chiesa con l’approvazione delle leggi per la soppressione degli Ordini religiosi. Leggi anche l’articolo introduttivo Il tempo di Pio IX: la Chiesa aggredita dalla Rivoluzione
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 Storia - La rivoluzione italiana
Le Pagine scelte sono estratti di libri di diverso argomento, sia fuori commercio che facilmente reperibili, che forniscono al lettore un quadro sintetico, ma il più completo possibile, su di un particolare tema. Spaziano tra storia, filosofia, scienza, politica, Magistero della Chiesa, attualità, per formare una piccola antologia del pensiero non omologato al relativismo culturale, con l'aiuto di autori di indiscutibile spessore, noti e meno noti, composti in agili fascicoli rilegabili. Patrick Keyes O’Clery (1849-1913), irlandese, fu volontario negli Zuavi pontifici, parlamentare e storico. Attingendo ad una grande mole di documenti e fonti ufficiali, anche di parte garibaldina e piemontese, scrisse due saggi: The History of the Italian Revolution. First period. The Revolution of Barricades (1796-1849), R.Washbourne, Londra 1875, e The making of Italy, Kegan Paul, Trench, Trübner & Co., Londra 1892. I due testi sono stati raccolti recentemente in un unico volume, La Rivoluzione italiana, che ha il grande pregio di concentrare in meno di 800 pagine una sintesi delle premesse ideologiche del cosiddetto Risorgimento, con un prezioso capitolo su “I Papi e l’Italia”, ed un’analisi dettagliata delle condizioni degli Stati esistenti nella penisola agli inizi del movimento rivoluzionario. Le pagine scelte dal saggio di O’Clery sono prese dal capitolo XII, La lotta sul Volturno e a Gaeta. Leggi anche l’articolo introduttivo La rivoluzione italiana. Come fu fatta l’unità della nazione
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Motu proprio Summorum Pontificum Calendario liturgico 2010 PROPRIO DELLA S. MESSA Convegno di Una Voce La Messa tridentina nella tradizione e nella vita della Chiesa Documenti:
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Un antico santino La preghiera per gli Ebrei .......................................... SANTA MESSA in rito romano antico canto gregoriano e S. Rosario sabato, ore 17:00 chiesa di S. FERDINANDO piazza S. Ferdinando, Napoli .......................................... Altre MESSE tradizionali in Campania Napoli Cappella dell'Assunta Oratorio dei Gerolomini Via Duomo, 142 giovedì, ore 17:00 Cappella dell'Immacolata Fraternità San Pio X Vico S. Maria a Lanzati, 21 domeniche e festivi, ore 11:00 Casamicciola Basilica Pntificia S. Cuore e S. M. Maddalena Via Roma, 1 domenica e festivi, ore 9:30 Avellino Chiesa S.Maria Assunta in Cielo Piazza Assunta, 6 - Fazione Valle giovedì, ore 19:30 Frigento (AV) Santuario Madonna del Buon Consiglio mercoledì, ore 7:00 Benevento Chiesa San Pasquale via San Pasquale, 11 domenica, ore 12:00 Altre MESSE tradizionali in Italia .......................................... 
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