Perché la storia non si ripeta !

Come già avvenne nel 1999, in occasione del bicentenario della cosiddetta Repubblica Partenopea, nel 2007, per quello della nascita di Garibaldi, e per altri “eventi” minori di questi ultimi anni, un fiume di danaro pubblico prelevato dalle nostre tasse è stato elargito anche per celebrare i 150 anni dell’unificazione d’Italia.

Non si conosce di preciso l’entità dello stanziamento, poiché finanziarie e cifre si sono alternate più volte, a partire dell’iniziale contributo di 800 – 1.000 milioni di euro previsti nel 2008 dal Comitato interministeriale istituito dal governo Prodi, a finire ai 500 milioni circa stanziati dall’attuale governo.

Il corso principale di questo fiume di danaro, ripartito tra le città simbolo del risorgimento, Torino, Roma, Firenze, servirà a sostenere le spese per i grandi eventi e per le strutture permanenti; i rivoli secondari andranno ad alimentare la realizzazione di tutto un po’: campi di calci, orti botanici, ex caserme, parchi costieri, teatri lirici, ecc. Sotto il grande ombrello dei fondi pubblici rientreranno anche le mille manifestazioni locali, convegni, ricostruzioni in costume, inaugurazioni di targhe ecc. che si terranno praticamente in ogni Comune della penisola.

Grandi o piccole che siano, le manifestazioni per i 150 anni d’Italia avranno tutte la caratteristica comune di essere organizzate al solo scopo di “celebrare” il fatidico anniversario, e di ripetere una storia stereotipata per costruire una “memoria condivisa” fondata sull’omissione della verità quando non su affermazioni storicamente false.

Non risulta, invece, che siano stati stanziati fondi quegli studi e ricerche che mirano a restituire verità alla storia dell’unificazione italiana e degli Stati preunitari, tra cui primeggiava il Regno delle Due Sicilie, e delle tragiche vicende che portarono alla loro scomparsa.

Non risulta che siano stati stanziati fondi per consentire l’apertura senza limitazioni agli studiosi degli Archivi dello Stato Maggiore dell’Esercito e degli altri Archivi di Stato e per mettere a disposizione di tutti le fonti documentali sugli eventi del periodo 1860-70 e alle conseguenze sue politiche, sociali, economiche e culturali.

Né è previsto alcun intervento perché nell’insegnamento, nell’iconografia e nella toponomastica delle città della penisola sia restituita dignità alla storia degli Stati preunitari e ai tanti eroi ancora sconosciuti che difesero la Patria e si opposero alla conquista, chi indossando la divisa dei coraggiosi soldati del Regno delle Due Sicilie e dei generosi volontari in difesa di Roma, chi il povero abito dei cosiddetti “briganti’’, chi i miseri stracci degli emigranti costretti a lasciarla per sempre.

La disparità di risorse a disposizione di chi ripete refrain risorgimentalisti e patriottardi già sentiti e chi invece cerca e diffonde la verità sulla nostra storia, rappresenta da sempre uno dei maggiori ostacoli.

Per questo motivo, soprattutto quest’anno, il tuo contributo è indispensabile per sostenere la battaglia culturale portata avanti dall’attività dei volontari del Comitato per la Verità Storica e della Fondazione Il Giglio senza alcuna forma di finanziamento pubblico.

Non farlo mancare!