1861 – 2011 RESTITUIAMO VERITA’ ALLA STORIA DELL’UNIFICAZIONE

Il Comitato per la Verità Storica lancia la sua campagna contro la mistificazione della storia e per restituire verità alle vicende che 150 anni fa portarono all’unificazione della penisola e che saranno “celebrate” nel prossimo anno.

La prima delle iniziative previste per il 2011 è il lancio dell’Appello che sta raccogliendo le adesioni di studiosi, associazioni e simpatizzanti.

L’Editoriale Il Giglio ha già aderito e ne propone il testo integrale ai propri lettori, con l’invito a sottoscriverlo.

«I 150 anni dall’unificazione della penisola italiana in un unico Stato (1861) non possono essere una nuova occasione per la retorica e la propaganda.

L’anniversario del 2011 non deve essere utilizzato per riproporre una storia a tesi precostituite filtrata dalle lenti deformanti dell’ideologia.

Tale data può e deve essere lo spunto per nuovi studi e nuovi contributi liberi da condizionamenti e per una riflessione non viziata da opportunismi politici sui modi con cui avvenne l’unificazione e sulle sue conseguenze.

Non si tratta dunque di celebrare, quanto di restituire verità alla storia.

Questa indispensabile operazione precede ogni recupero di “memoria storica” o accettazione di una “storia condivisa”, concetti vaghi e spesso utilizzati in modo ambiguo, che non possono prevalere rispetto alla ricerca della verità.

A questo scopo chiediamo, a 150 anni dagli eventi, l’apertura senza limitazioni agli studiosi degli Archivi dello Stato Maggiore dell’Esercito e degli altri Archivi di Stato e la messa a disposizione di tutte le fonti documentali sugli episodi-chiave dell’unificazione dell’Italia: i plebisciti che sancirono l’annessione al Piemonte degli Stati pre-unitari, la guerra di resistenza combattuta in quello che era stato il Regno delle Due Sicilie classificata come “brigantaggio”, l’invasione dello Stato Pontificio ed il tentativo di distruzione della Sovranità civile della Chiesa, come tappa verso la distruzione del Cristianesimo, apertamente indicato come obbiettivo dagli ideologi del “Risorgimento”, il saccheggio delle risorse economiche e lo smantellamento delle strutture produttive e decisionali del Sud con i conseguenti ed ancora attuali drammi dell’emigrazione e della questione meridionale.

Verità e dignità di combattenti vanno restituite negli studi scientifici, nell’insegnamento, nell’iconografia e nella toponomastica ai generosi difensori di Roma accorsi da tutta Europa, ai coraggiosi soldati delle ultime piazzeforti del Regno delle Due Sicilie, ai “briganti’’ che insorsero per la Patria delle Due Sicilie dopo il 1861, agli emigranti che solo dopo l’unificazione furono costretti a lasciare per sempre la loro antica Patria».