La nostra storia

è la tua storia

 

La nostra battaglia

è la tua battaglia

 

SOSTIENI

IL GIGLIO !

 

bottone_ccp.gif

bottone_ccp.gif

...........................................

 

LE DUE SICILIE

 

oggi come ieri

 

in una preghiera

 

in una spilla

 

in un inno

 

stemmino_an.gif

 

banner_socio.gif

 

Libri e gadgets
+ Catalogo Editoriale Il Giglio
+ Collana Contro-rivoluzione
+ Collana Le Sensiglie
+ Collana Musica nostra
+ Collana Saggi
+ Collana Storia in CD Rom
+ Collana Testi
+ Da indossare
+ Film in Dvd
+ Gadgets
+ L'Alfiere
+ La biblioteca
+ Libri esteri
+ Libri rari o esauriti
+ Miscellanea di libri antichi
+ Opuscoli de Il Giglio
Battaglia delle idee
+ Battaglia delle idee
+ Comitato Verità Storica
+ Comitato per il Libano
+ Cultura Cattolica
+ Difesa della Vita
+ Dottrina politica
+ Evoluzionismo
+ Film (s)consigliati
+ Lettera Napoletana
+ Letture consigliate
+ Pagine scelte
+ Religione
+ Storia
 -  Storia delle Due Sicilie
+ Video e media
Ma quali fratelli d'Italia ...

 

Inno_Re.jpg

 

Finalmente la nuova,

esclusiva esecuzione

dell'Inno delle Due Sicilie

ascolta un brano

 

L'Inno adesso c'è:

non te lo perdere!

.....................................

 

LE VERITA' DELLA STORIA

La sistematica distruzione della sua memoria storica è stata parte della conquista e colonizzazione del Sud. La rappresentazione deformata e caricaturale della cultura e dei costumi dei popoli meridionali aveva lo scopo di convincerli della propria arretratezza e subalternità. In queste pagine vengono riprodotte fonti storiche, argomenti e notizie utili a rettificare i tanti falsi storici, i miti propagandistici ed i luoghi comuni diffusi ancora oggi sul Regno delle Due Sicilie.

Facite ammuina

Fenestrelle

L'Esercito di Franceschiello - 1

L'Esercito di Franceschiello - 2

Inno delle Due Sicilie

La repubblica partenopea

Garibaldi - 1

Garibaldi - 2

Garibaldi - 3

Garibaldi e la "spedizione dei Mille"

Il governo "negazione di Dio"

Un primato medico sconosciuto

La leggenda della Pizza Margherita

La camorra e l'unità d'Italia

.....................................

 

testatina_LN.jpg

 

periodico d'informazione online

dell'Editoriale Il Giglio

ISCRIVITI!

..... Lettera napoletana .....
Per ricevere informazioni sulle novità di questo sito, puoi iscriverti alla nostra Newsletter.
Iscriviti
Cancella l'iscrizione
1321 Iscritti
PROGETTO COMPRASUD

Il Giglio aderisce al

PROGETTO COMPRASUD

 

e offre ai suoi

Soci Sostenitori

sconti dal 10 al 30% 

con i PARTNER:

Argenio

Enodelta

Tavernadell'Arte

FragolinoMellis

VillaSanGennariello

Laquerciantica

Le Due Sicilie

Mattana

Contattaci
Scrivi a Editoriale Il Giglio  Scrivici
Aggiungi ai preferiti  Preferiti
Segnala questo sito ad un amico  Segnala questo sito
Versione palmare   Versione palmare
Storia delle Due Sicilie - Le industrie del Regno di Napoli

Le industrie del Regno di Napoli

 

Il mito di un Regno delle Due Sicilie essenzialmente agricolo, con un’industria appena nascente, in grave ritardo rispetto al resto d’Europa a causa della miseria diffusa e della paralizzante burocrazia borbonica, resiste caparbiamente nonostante sia stato più volte clamorosamente smentito dalla ricerca storica d’archivio, di cui il libro del prof. Gennaro De Crescenzo, Le industrie del Regno di Napoli, è un esempio prezioso.

In realtà, l’economia del Regno era più che florida e in particolare l’industria era ad un livello tutt’altro che iniziale, raggiungendo in alcuni settori punte d’eccellenza, per qualità e quantità di prodotti.

 

Industria

 

gragnano.gif

Il Regno napoletano era il terzo Paese più industrializzato, con un comparto artigianato-industria-servizi-terziario che occupava circa un milione e duecentomila addetti.

 

Un solo nome basti ad indicare il livello tecnologico raggiunto nel settore metalmeccanico: Pietrarsa. Le sue officine davano lavoro a 1050 operai quando l’Ansaldo di Genova ne contava soltanto 480 e la Fiat non esisteva neppure; l’alta qualità della produzione e i metodi di lavorazione all’avanguardia, ne fecero un modello da studiare e imitare persino per gli Inglesi.

 

Parimenti si possono ricordare anche i cantieri navali di Castellammare di Stabia (1800 addetti) o l’Arsenale di Napoli (1600 operai) o ancora un centinaio di officine meccaniche distribuite sull’intero territorio delle Due Sicilie.

 

Per non parlare delle industrie tessili [che fornivano la Casa Reale inglese e l’Esercito Francese] cartarie, del vetro, chimiche, estrattive;

il settore della lavorazione delle pelli e del cuoio esportava ogni anno 700mila dozzine di paia di guanti;

il settore alimentare vantava circa 300 pastifici che esportavano in tutto il mondo; gli oleifici pugliesi avevano il marchio doc sin dal 1844.

 

Tutta l’industria napoletana fu lasciata letteralmente languire dopo l’unificazione, affamata dall’abbattimento troppo repentino dei dazi e dalla mancanza di commesse statali, che furono assegnate ad aziende del Nord in proporzione vergognosa. Infatti, a fronte di un prelievo fiscale nelle privincie meridionali pari al 40% del totale, le industrie del Sud ottennero soltanto il 6% delle commesse militari ed di quelle relativa ai lavori pubblici.

 

Finanze

 

5_grana_1844.jpg

Il Regno delle Due Sicilie nel 1859 aveva un debito pubblico di circa 5 milioni di lire di allora, mentre quello piemontese ammontava già a 58 milioni.

 

La rendita dello Stato napoletano era una delle più solide al mondo, quotata alla borsa di Parigi al 120%;

il tasso di sconto praticato dalle banche era del 3%, il più basso della Penisola;

una fede di credito rilasciata dal Banco di Napoli era valutata sui mercati internazionali fino a quattro volte il valore nominale.

 

Il Tesoro delle Due Sicilie, ammontava a 443 milioni di Lire oro, pari a circa 200 miliardi di euro, rispetto ai 668 milioni di lire versati in tutte le banche d’Italia messe insieme.

Questo tesoro, tanto ingente da poter essere paragonato soltanto a quello dello Zar di Russia, dopo l’unificazione fu trasferito immediatamente a Torino, insieme al patrimonio privato della Casa Borbone mai più restituito.

Ai Napoletani fu lasciato un buco di 127 milioni di lire dell’epoca, prodotto durante la dittatura di Garibaldi in soli quattro mesi di ruberie, elargizioni, donazioni e pensioni, ai quali furono aggiunte le spese e i danni di guerra, prodotti dalla “liberazione”.

Il Regno d’Italia fu inaugurato, quindi, con un debito pubblico di 182 milioni di lire tutto a danno delle provincie meridionali.

 

Sistema fiscale

 

Il Regno napoletano, fra tutti gli Stati italiani, vantava il sistema fiscale con il minor numero di tasse: ve ne erano soltanto cinque. L’unica imposta diretta era la fondiaria, tutte le altre erano indirette, come Registro e bollo, Lotterie, Poste e procacci, Dazi su tabacchi, sale e alcuni prodotti industriali di importazione.

Fin dal primo anno di unificazione, il neonato Stato italiano introdusse ben 36 nuove imposte ed elevò quelle già esistenti.

In appena quattro anni, la pressione fiscale aumentò dell’87%, ed il costo della vita ebbe un incremento del 40% rispetto al 1860, mentre i salari persero il 15% del potere d’acquisto.

Il reddito pro capite dei Napoletani, che alla vigilia dell’invasione piemontese era nella media degli altri Stati italiani, iniziò la sua inesorabile discesa: a distanza di un secolo era divenuto la metà di quello delle regioni settentrionali.

 

Emigrazione

 

emigrati.jpg

Il Regno delle Due Sicilie era terra di immigrazione, soprattutto qualificata.

Grazie all’avveduta politica economica protezionistica di Ferdinando II, infatti, numerosi industriali stranieri trovavano conveniente investire nel Regno i propri capitali.

Dopo l’unificazione, la situazione economica si deteriorò tanto gravemente che ebbe inizio un fenomeno, prima del tutto sconosciuto: l’emigrazione.

Già nel 1876, su un totale di 309.242 italiani emigrati, quelli partiti dall’ex Regno delle Due Sicilie erano 227.658.

In settant’anni, il 30% della popolazione meridionale emigrò verso i Paesi d’oltreoceno per sfuggire alla miseria post-unitaria.

 

 

Alla pagina del Download/Documenti di Storie delle Due Sicilie/Su alcune industrie del Regno di Napoli, il secondo capitolo del libro del prof. Gennaro De Crescenzo, Le industrie del Regno di Napoli, Grimaldi Editore, Napoli 2001, scaricabile per gentile concessione dell’autore.

 

logopc143.gif

 


Data creazione : 14/02/2006 - 00:18
Ultima modifica : 01/07/2008 - 13:25
Categoria : Storia delle Due Sicilie
Pagina letta 10122 volte


Anteprima di stampa Anteprima di stampa     Stampa pagina Stampa pagina

... Acquista qui on line ...

 

acquisti.gif

 

e paga con:

 

contrassegno

 

bonifico bancario

 

carta di credito

 

 

Spedizione

postale o con corriere

 

 

................................

Segui Il Giglio su

TWITTER

 

 

................................

Il Giglio

in libreria

 

Napoli

Libreria Berisio

Via Port'Alba, 28 - 29

Libreria Guida Port'Alba

Via Port'Alba, 20

Libreria Loffredo

Via Kerbaker, 19-23

Libreria Logos

Via Alfredo Rocco, 55

Libreria Neapolis

Via S. Gregorio Armeno, 4

Edicola Libreria G. Sansone

Via Manzoni, 19 bis

Portici

Libreria Vocali non solo libri

II Viale Melina, 3

Caserta

Libreria Guida Caserta

Via Caduti sul Lavoro, 29

Avellino

Libreria AR

Palazzo de Concilij,

Piazza della Libertà, 11

Cerca nel sito




Le attività di

Presentazione

Convegno sull'Immacolata Concezione

Seminari di formazione

2006

Alle radici della nostra crisi 

2007

Le Due Sicilie tra Rivoluzione e Contro-Rivoluzione 

2008

La Rivoluzione dopo il marxismo

2009

La Contro-Rivoluzione

2010

La Contro-Rivoluzione in azione 

2011

Il Risorgimento contro l'identità italiana 

2012

La scoperta del bello 

2013

Le opere della Contro-Rivoluzione

 

..........................................

fraternitacattolica@libero.it

..........................................

 

Motu proprio

Summorum Pontificum

 

Istruzione

Universae Ecclesiae

Commissione Ecclesia Dei

 

PROPRIO DELLA

S. MESSA

 

Convegno di Una Voce

La Messa tridentina

nella tradizione e

nella vita della Chiesa

 

Documenti:

 

Vere dignum

manuale per partecipare

alla Messa tradizionale

(testi latino/italiano)

 

Il Santo Rosario in latino

 

La supplica

alla Regina del Rosario

 

Opere di 

S. Alfonso de' Liguori:

Via Crucis 

Visite al SS. Sacramento

 

Il Messale Festivo Tradizionale

 

Sulla lingua latina

 

Un antico santino

 

La preghiera per gli Ebrei

 

..........................................

 

SANTA MESSA

in rito romano antico

canto gregoriano e S. Rosario

a Napoli

 

TUTTE LE

DOMENICHE

 

ore 9:00

chiesa di

S. TERESA degli Scalzi

adiacenze Museo Archeologico

 

ore 18:00

chiesa di

SAN FERDINANDO

piazza S. Ferdinando

 

 

SECONDA DOMENICA

ore 12:15

S. Maria Apparente

Chiesa del CENACOLO

C.so V. Emanuele, 601

..........................................

 

Altre MESSE

tradizionali

in Campania

 

 

 

Napoli

Fraternità San Pio X

Cappella dell'Immacolata

Vico S. Maria a Lanzati, 21

domenica e festivi, ore 11:00

  

Frigento (AV)

Santuario

Madonna del Buon Consiglio

mercoledì, ore 7:00

 

Benevento

chiesa di San Pasquale

via San Pasquale, 11

domenica e festivi, ore 10:30

feriali, ore 7:00

 

Sessa Aurunca (CE)

Messa cantata

chiesa di S. Antonino martire

Aulpi di Sessa Aurunca

festivi, ore 9.00

 

chiesa di S. Lorenzo martire

Corigliano di Sessa Aurunca

festivi, ore 11.30

 

feriali, ore 7.30

Aulpi (giorni pari)

Corigliano (giorni dispari)

 

 

 

 

Altre MESSE

tradizionali

in Italia

 

 

 

..........................................

unavocenapoli@libero.it

Visitatori

 572148 visitatori

 5 visitatori online

^ Torna in alto ^