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“Chi” o “cosa” sia un embrione è la domanda intorno alla quale gira tutto il discorso sulla difesa della vita fin dal concepimento, sul suo valore, suoi diritti da riconoscerle. In proposito, abbiamo raccolto il parere del prof. Luigi Cuccurullo, docente di Anatomia patologica presso la Seconda Università di Napoli. «Per definire dal punto di vista strettamente biologico chi o cosa sia un embrione, bisogna partire da un presupposto essenziale: un organismo vivente, uomo o animale che sia, è qualcosa che va ben oltre la somma degli organi e delle cellule che lo compongono, per la reciproca influenza che le varie parti hanno l’una sull’altra. Pensare che un organismo possa essere ridotto ai suoi singoli geni o alle molecole è inesatto ed è una forma di riduzionismo scientifico. Così, indicare l’embrione come un semplice gruppetto di cellule annidato nell’utero significa mistificare la realtà: sin dall’inizio, l’embrione è un organismo e va considerato nel suo insieme.
Altro elemento fondamentale per definire l’embrione è la continuità del suo sviluppo, che avviene con progressione geometrica, senza salti di qualità da uno stadio all’altro. È per questo che il cosiddetto pre-embrione è un artificio e in biologia non esiste. Terzo punto cardine che indica l’identità dell’embrione è il coordinamento del suo sviluppo, che segue la programmazione insita nei geni: in nessun momento si verifica una crescita disordinata o squilibrata, come avviene nei tumori. Infine, unicità e irripetibilità dell’embrione possono sembrare concetti filosofici e invece sono strettamente biologici. Infatti, il patrimonio genetico, che ogni embrione riceve dal padre e dalla madre, è completamente diverso sia dall’uno che dall’altro e, per di più, è condizionato da tali e tanti fattori ambientali che addirittura i gemelli monozigoti differiscono sia sul piano somatico che su quello caratteriale. In base a queste osservazioni, che non possono essere tralasciate in alcun modo, bisogna concludere che l’embrione assolutamente non può essere considerato una cosa, come vuole un riduzionismo che non ha senso, ma deve essere riconosciuto come persona.»
Data creazione : 31/05/2005 - 22:51
Ultima modifica : 10/10/2005 - 10:47
Categoria : Difesa della Vita
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